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Immigrati: Italia non piu' terra promessa, 50mila espatriati nel 2011

domenica 24 febbraio 2013
2' di lettura

Roma, 21 feb. (Adnkronos) - L'Italia non e' piu' paese di immigrazione ma e' tornata a essere terra di emigrazione. Nel 2011 sono arrivati 27mila stranieri e se ne sono andati 50mila italiani. E' quanto emerge dal documento "Il mondo e' un pianeta migrante", elaborato da ActionAid, che verra' presentato domani alle 11 in una conferenza, a Roma, organizzata dall'associazione insieme al Parlamento Europeo e all'Associazione Stampa Romana. Gli effetti della crisi economica stanno pesando fortemente sui piu' deboli e quindi anche sui migranti, che se ne vanno a cercare fortuna altrove. "L'Italia non e' piu' la terra promessa dei migranti - commenta Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid - Ad andarsene sono quanti appartengono alle categorie piu' deboli e in particolare quelli che a causa della crisi economica hanno perso il lavoro". Lavoro che, per i migranti, si puo' riassumere in "5 P": Precario, Poco pagato, Pesante, Pericoloso e Penalizzato socialmente. "Attualmente un lavoratore straniero percepisce 300 euro in meno rispetto ad un pari mansione italiano - aggiunge De Ponte - Uno stipendio netto medio mensile e' di 973 euro, rispetto ai 1286 di un italiano e la condizione peggiora nel caso delle donne, per le quali il divario salariale nei confronti delle italiane e' del 30%". "Ormai e' tempo di garantire ai migranti maggiori diritti - ammonisce ancora De Ponte - - altrimenti rischiamo di aumentare l'esclusione sociale che la crisi economica sta gia' rendendo insostenibile. Il primo di questi diritti deve essere la cittadinanza italiana a chi nasce e cresce in Italia". Ma dal ocumento di ActionAid, risulta che, oltre al nostro Paese, e' tutta l'Europa a non essere piu' attraente per i migranti. Colpa della crisi economica globale che concorre a limare le differenze Nord/Sud del mondo. La mappa della migrazione, dunque, sta cambiando: prima della crisi l'80% del flusso migratorio partiva dal Sud per raggiungere il Nord. Oggi un terzo dei migranti si sposta all'interno dei paesi piu' poveri, un terzo continua a voler raggiungere i paesi ricchi e un terzo si muove dai paesi ricchi a quelli emergenti.