Roma, 24 feb. (Adnkronos) - In piazza San Pietro, per l'ultimo Angelus di Benedetto XVI, c'era anche Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la giovane sparita nel giugno del 1983. Con una foto di Emanuela e dei cartelli con scritte tante lettere fino a comporre il nome della ragazza, Pietro Orlandi e altre persone hanno partecipato all'Angelus per chiedere, ancora una volta, un segnale al Vaticano. "Mi aspettavo - spiega Pietro Orlandi - che Benedetto XVI nel suo ultimo Angelus ricordasse Emanuela e sottolineasse la necessita' di fare chiarezza e di arrivare alla verita'. Purtroppo non e' successo: speravo che in ques'ultimo Angelus il Papa si sentisse piu' libero, sarebbe stato un bellissimo segnale di trasparenza, ma invece purtroppo non e' arrivato nulla". Ora Orlandi spera nell'udienza di mercoledi'. "Ci sono tantissimi modi per farci arrivare un segnale - conclude il fratello di Emanuela - Noi comunque non ci fermiamo. La nostra petizione, che ha raccolto piu' di 120mila sottoscrizioni, non ha avuto ancora una risposta. Questa vicenda restera' come una spada di Damocle su chi ha avuto una responsabilita' diretta e indiretta nella vicenda, finche' non si arrivera' alla verita'".



