Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - Tra i vari episodi che sono indicati nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere sette persone nell'ambito di un'inchiesta per corruzione in atti giudiziari, c'e' anche quello relativo al ricorso presentato, previa promessa di 50mila euro al giudice del Tar del Lazio Franco Angelo Maria De Bernardi, se il ricorso avesse avuto esito positivo per l'istituto 'Credito e servizi societa' cooperativa'. Questo era stato sciolto l'8 febbraio scorso con decreto del ministero dell'Economia e delle finanze ed era stato sottoposto alla procedura di amministrazione straordinaria. L'episodio in questione coinvolge direttamente oltre al giudice De Bernardi e all'avvocato Matilde De Paola anche l'uomo d'affari Giorgio Cerruti e l'ex presidente della Banca Popolare di Spoleto, Giovannino Antonini. A promettere la somma di 50mila euro secondo quanto emerso dall'indagine sarebbe stato lo stesso Antonini. Il giudice e l'ex presidente della banca si sono incontrati a pranzo e in loro compagnia c'era anche monsignor Manlio Sodi. E' in quell'occasione che si parlo' della somma promessa. L'incontro conviviale avvenne il 27 febbraio al ristorante 'Il caminetto' e avvenne secondo il gip "proprio allo scopo di esercitare una diretta influenza sulla decisione". Cerruti ed Antonini avevano presentato ricorso contro il provvedimento della Banca d'Italia e degli organi di controllo. Nella motivazione del giudice si sottolinea poi come Cerruti sia pregiudicato per gravi reati di criminalita' economica. Aveva secondo il magistrato un proprio personale interesse all'accoglimento del ricorso avendo ottenuto in un periodo precedente alla chiusura della banca un trattamento di favore da parte di Antonini.




