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Mafia: Libera inaugura in Basilicata stabilimento balneare confiscato

domenica 28 luglio 2013
Mafia: Libera inaugura in Basilicata stabilimento balneare confiscato

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Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - Uno stabilimento balneare sede della gestione di affari di mafia, ritorna alla collettivita'. In provincia di Matera, a Scanzano Ionico, dove una volta c'era lo stabilimento "Squalo beach" e' stato inaugurato "Onda Libera" il primo stabilimento balneare confiscato alle mafie, oggi trasformato in un lido per la formazione della legalita' democratica e della corresponsabilita', e affidato all'Associazione Libera. Stamattina il taglio del nastro alla presenza di di rappresentanti istituzionali, delle forze dell'ordine, delle associazioni Lo stabilimento "Squalo Beach", ricorda una nota di Libera, e' stato sequestrato al clan tarantino degli Scarci dalla Polizia di Scanzano il 30 settembre del 2011 nell'ambito dell'operazione "Octopus", coordinata dalla Squadra mobile di Taranto su disposizione della Procura antimafia di Lecce. Secondo l'accusa, il lido "Squalo Beach", intestato ai figli e ai nipoti di Franco Scarci, di fatto veniva gestito dal boss ed era utilizzato come base logistica per la pesca di frodo con esplosivi e come luogo di incontro di malavitosi lucani e calabresi. L'area e' stata affidata a Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie dai custodi giudiziari nominati dal tribunale di Lecce a seguito della sentenza del 29 settembre del 2011. "Una giornata importante per la Basilicata - ha commentato Don Marcello Cozzi, vicepresidente nazionale Libera - la confisca di questo lido e' la dimostrazione della forza innovatrice della legge 109. Si tratta semplicemente di un pezzo di terra, una striscia di spiaggia, eppure ha lo stesso valore, perche' confiscare non significa solo aggredire i patrimoni ma significa soprattutto privare i mafiosi dei simboli del loro potere. E in questo territorio ridare alla societa' questo pezzo di terra in riva al mare ha la stessa forza intrinseca del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla 'ndrangheta in Via Veneto a Roma". (segue)