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Nel 2012 cala la produzione agricola, in calo anche gli occupati indipendenti

Cresce il fatturato (+2,3%)
domenica 28 luglio 2013
Nel 2012 cala la produzione agricola, in calo anche gli occupati indipendenti

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Roma, 25 lug. - (Adnkronos) - Nel 2012 l'agricoltura mostra i primi segnali della crisi del 2008, sia in termini di caduta della produzione (-3,3%), sia, soprattutto, del valore aggiunto, la cui flessione in questo anno (-4,4%) è quasi il doppio di quella verificata per il Pil (-2,4%). Di fatto, comunque, l'agricoltura ha assorbito meglio la recessione in atto, almeno nei primi due anni. A tracciare il quadro è il decimo rapporto sullo stato dell'Agricoltura presentato oggi a Roma dall'Inea. Sintomo di una ristrutturazione del settore è la diminuzione delle imprese agricole, che si attestano a 809.745 unità del 2012, con una riduzione di circa 19mila unità. Nel 2012 la spesa per i consumi intermedi dell'agricoltura, inclusa la silvicoltura e la pesca, è stata pari a 25.040 milioni di euro correnti (+2,9% rispetto al 2011), dovuto all'aumento dei prezzi (+5,1%) e alla diminuzione delle quantità utilizzate (-2,1%). Il commercio internazionale ha visto la crescita delle esportazioni agro-alimentari dal 7% all'8,2% del totale nel periodo 2007-2012. Ad un incremento in valori correnti di soli 5,1 miliardi di consumi alimentari interni, si contrappone una crescita di 7,3 miliardi, a prezzi correnti, di esportazioni di prodotti alimentari. La bilancia commerciale alimentare ha registrato un andamento positivo del saldo normalizzato, passato dal -15% del 2007 al -9% del 2012. Il rapporto sullo stato dell'agricoltura, dichiara Tiziano Zigiotto, presidente dell'Inea, si conferma come un appuntamento istituzionale di riflessione e approfondimento sulle evoluzioni del sistema agroalimentare, rimarcando luci ed ombre di un settore che merita sempre più attenzione, perché è uno dei pilastri su cui poggia la forza del Made in Italy nel mondo". Secondo il rapporto dell'Inea gli occupati totali del settore agricolo scendono dai quasi 870.000 del 2007 agli 849.000 del 2012, con una drastica riduzione di quelli indipendenti (-3,7% rispetto al 2011) imputabile alla forte prevalenza di aziende familiari presenti in Italia, che sono diventate inattive. Nel 2012 la riduzione dei lavoratori nei campi ha colpito soprattutto il centro (-1,5%) e il Mezzogiorno (-1,0%) mentre si è verificato un aumento al Nord (+1,5%). Il calo dell'occupazione agricola ha riguardato prevalentemente l'occupazione femminile con una notevole variazione negativa di circa il 12% (-4 mila unità) nell'Italia centrale, rispetto al 2011. In aumento ancora il lavoro degli stranieri in agricoltura che nel 2012 ha raggiunto il valore di 115 mila occupati (+ 11% rispetto all'anno precedente e + 114% rispetto al 2008). In leggera diminuzione, invece, per il settore agricolo il tasso di irregolarità dell'occupazione (36,3% nel 2012): storicamente molto elevato si è aggravato dal 2007, anno in cui ha registrato una variazione sull'anno precedente del +4%. Segnali positivi dall'industria alimentare che, nonostante la battuta d'arresto dell'economia, registra nel 2012 un lieve miglioramento del valore aggiunto (+0,8%) con una crescita del fatturato di 2,3% rispetto all'anno precedente . Il decimo rapporto sullo stato dell'Agricoltura sottolinea che si conferma il settore manifatturiero più importante per l'Italia dopo il metalmeccanico (pari circa al 10,7% dell'intero settore manifatturiero in termini di occupazione e l'11% per valore aggiunto). Nell'industria agro-alimentare nel 2012 le imprese rimangono sostanzialmente invariate, rispetto all'anno precedente, attestandosi a 56mila unità circa. Nel 2012 i consumi alimentari registrano una contrazione della spesa per generi alimentari a valori correnti dello 0,7% (portandosi a 137,8 miliardi di euro) e una contrazione di rilievo a valori costanti (-3%). La spesa media mensile delle famiglie si attesta a 2.419 euro in valori correnti (-2,8% rispetto all'anno precedente) e diminuisce anche la spesa alimentare mensile delle famiglie, passando da 477 a 468 euro (dati Istat).