(Adnkronos) - Dal punto di vista di popolazione questa disomogeneita' di offerta, spiegano ancora i dati delle strutture del Lazio, si traduce in una iperofferta di interventi ad alto rischio di inappropriatezza in alcuni sottogruppi di popolazione residenti nelle aree di Roma, dove sono presenti la maggior parte delle strutture che effettuano angioplastica ed un'offerta insufficiente dell'intervento piu' appropriato che e' l'angioplatica primaria in alcuni gruppi di popolazione. A questo proposito, dagli stessi dati del Lazio, si evidenzia che a parita' di condizioni cliniche, la probabilita' di avere un'angioplastica primaria diminuisce progressivamente al diminuire del livello di istruzione, il 45% delle persone con infarto laureate ricevono angioplastica coronarica entro i 90 minuti rispetto al 25% delle persone che hanno concluso le scuola d'obbligo e al 10% di quelle senza titolo di studio. La mortalita' a 30 giorni dopo un intervento di bypass aortocoronarico e' un indicatore molto valido per la valutazione delle qualita' di questo intervento di cardiochirurgia. Nel Lazio per il periodo 2011-2012 a fronte di una mortalita' media 2,6%, sovrapponibile con il valore nazionale, il San Camillo si conferma come l'ospedale con la piu' bassa mortalita' (0.3%) e il San Filippo Neri quello con la piu' alta mortalita' (4.7%).




