Roma, 26 lug. (Adnkronos) - Conto alla rovescia per i destini del Maggio Musicale e del Teatro Carlo Felice. I prossimi cinque giorni saranno decisivi per le sorti delle Fondazioni liriche fiorentina e genovese, ma non solo. Il 31 luglio infatti e' la deadline data dal ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, al commissario straordinario del Maggio, Francesco Bianchi, per la presentazione del piano industriale di salvataggio della Fondazione. E sempre entro mercoledi' prossimo dovrebbe arrivare il decreto del governo che istituisce il fondo salva-fondazioni liriche, annunciato da Bray nelle scorse settimane e al quale il ministro sta lavorando alacremente, organizzando almeno una riunione al giorno con i soggetti interessati. L'obbiettivo e' salvare le fondazioni liriche in difficolta' che proprio in questi giorni stanno arrivando al capolinea. Quanto al Maggio, mercoledi' e' anche il giorno di scadenza del mandato di Bianchi, e sulla sua riconferma per altri sei mesi o sulla sostituzione pesano anche gli equilibri all'interno delle due anime, renziana e d'alemiana, del Pd, giacche' il commissario e' da sempre percepito come persona vicina al sindaco di Firenze. Intanto il nodo Maggio e' ancora tutto da sciogliere. Ieri le organizzazioni sindacali e i rappresentanti della Fondazione si sono incontrati per discutere la percorribilita' del piano alternativo a quello presentato dal commissario - che prevede 119 esuberi e un taglio strutturale di 4,5 milioni di euro all'anno - proposto dai sindacati con interventi sui salari (1,6 milioni), internalizzazione e riorganizzazione dei servizi (460 mila euro) e ammortizzatori sociali (700 mila euro), per un totale di circa 2,8 milioni di euro. Nel corso dell'incontro, pero', la Uilcom Uil e la Fials si sono alzate dal tavolo. La Uilcom Uil ha dichiarato di ritenere mutato lo scenario della situazione complessiva della Fondazione, dicendosi indisponibile a proseguire il confronto. La Fials ha invece ribadito, come gia' aveva fatto altre volte, che secondo loro la proposta dei sindacati confederali di categoria e' "strutturalmente debole". Su questi presupposti, potrebbe riaffacciarsi all'orizzonte l'ipotesi della liquidazione amministrativa coatta, sulla quale pende pero' la bocciatura di Bray. Il nodo sara' sciolto solo dal decreto sul fondo salva-fondazioni, che dovra' chiarire le modalita' con le quali i teatri in difficolta' potranno accedervi. Nel caso del Maggio, stando ai rumours che si inseguono in questi giorni, si manterrebbe l'esubero dei 119 lavoratori previsto dal piano Bianchi, ma molti di questi dovrebbero essere riassorbiti dalle strutture territoriali del Mibac, come la Galleria degli Uffizi o la Biblioteca Nazionale di Firenze. E su questo punto i sindacati potrebbero opporsi perche', affermano, "si perderebbero pezzi importanti del Maggio come il corpo di ballo e il laboratorio di scenografia". (segue)




