Libero logo

Lirica: conto alla rovescia, i 5 giorni decisivi per Maggio e Carlo Felice (2)

domenica 28 luglio 2013
Lirica: conto alla rovescia, i 5 giorni decisivi per Maggio e Carlo Felice (2)

2' di lettura

(Adnkronos) - A 'bagnomaria' anche il Carlo Felice di Genova, altro teatro che potrebbe beneficiare del decreto salva-fondazioni. Il sindaco e presidente della Fondazione, Marco Doria, ha annunciato che e' pronto a firmare il piano che prevede un blocco di licenziamenti. Il numero dei lavoratori in uscita non si conosce ancora, ma si tratterebbe di 40/50 persone. La decisione dovrebbe arrivare nel Cda di lunedi' prossimo. Una decisione maturata dal primo cittadino, dopo la decisione dell'assemblea dei lavoratori di rinviare a settembre il referendum tra i 275 lavoratori del teatro, che avrebbe dovuto votare l'accordo, siglato tra la Fondazione e quattro sigle sindacali su cinque, che prevedeva ammortizzatori sociali e contratti di solidarieta'. "Non condivido l'idea di scaricare sui lavoratori questioni piu' complesse", afferma all'Adnkronos Gianni Pastorino, della Slc-Cgil, tra i firmatari dell'accordo. "L'assemblea ha fatto una cosa irrituale -spiega il sindacalista- perche' era informativa e non di votazione, ma il Carlo Felice ha 650mila euro di passivita' patrimoniale dovuta a ferie non godute, frutto di difficolta' nella gestione precedente. Era deciso che si sarebbe andati al referendum e invece e' successo quello che non doveva succedere. Per noi il rinvio a settembre non era accettabile e non lo era nemmeno per la Fondazione. L'inizio dei contratti di solidarieta' era stato fisasato due mesi dopo, quindi dal 16 settembre, con un recupero di due mesi a stipendio pieno. Inoltre avevamo trattato gli stipendi dei contratti di solidarieta' per 14 e non 12 mesi". A quella assemblea, spiega ancora il sindacalista della Cgil, "era presente meno della meta' dei lavoratori, 132 persone. Di questi, 83 hanno votato a facvore dello slittamento del referendum, 39 hanno votato contro e 10 si sono astenuti. La cosa che mi dispiace e' che questa votazione abbia inibito il libero esercizio democratico, cioe' andare al referendum. Prendo atto di questo -sottolinea- ma ho ritirato la firma dall'accordo perche' non ci sono piu' le condizioni. Ieri e' iniziata una raccolta di firme tra i lavoratori che vogliono il referendum, soprattutto tecnici che contestano il fatto che l'assemblea fosse stata convocata tra le 11 e le 13, ora in cui erano assenti perche' impegnati a montare lo spettacolo in palcoscenico. Lunedi' cercheremo di capire quanti sono gli esuberi, poi Doria dovra' convocarci perche' non si puo' attivare una procedura di mobilita' senza consultare i sindacati. E mi aspetto di capire anche quale sara' la posizione della Fials, unica sigla che non aveva sottoscritto l'accordo. Mi aspetto -conclude- che adesso dica qualcosa di diverso...".