(Adnkronos) - "Oggi sono fiera di essere riuscita a indossare con onore una toga, pervenendo a tali importanti risultati, mentre un 'potente', come Lui stesso si e' definito in recenti interviste, Presidente di Regione, nell'agosto 2009 in una lettera aperta pubblicata su tutte le testate nazionali, pur dichiarando di agire 'per amore della verita" chiedeva a gran voce la mia astensione dall'indagine, mi tacciava di incompetenza, accusandomi genericamente di intrattenere rapporti di parentela e amicizia incompatibili con il ruolo. Sono fiera di aver saputo onorare con il silenzio l'istituzione che rappresento - continua Digeronimo - a fronte di tale comportamento del Presidente della Regione Puglia, che omettendo di rappresentare le sue doglianze presso le sedi competenti, cosi' privandomi di ogni legittima difesa e contraddittorio, compiva una grave interferenza nell'esercizio delle funzioni giurisdizionali di un magistrato della Repubblica Italiana". "Sono fiera di aver resistito nell'adempimento del dovere nonostante la solitudine e la mancanza di solidarieta' di chi avrebbe dovuto proteggere non me ma la mia funzione. E cosi' la sezione locale dell'Anm che liquidava la questione della lettera di Vendola come un 'fatto personale' tra me e il Presidente o il Csm dell'epoca che, contrariamente a quanto fatto per identici casi che riguardavano altri colleghi e altri personaggi pubblici, mi negava tutela posso dire oggi, con assoluta convinzione - conclude il pm - che mancavano di salvaguardare non un singolo magistrato ma il prestigio e la credibilita' delle funzioni giudiziarie".




