(Adnkronos) - "In Basilicata siamo ai primi passi - aggiunge all'Adnkronos il vice presidente di Libera don Marcello Cozzi - e stiamo incontrando le stesse difficolta' che s'incontrano dappertutto. Non c'e' regione in Italia dove non ci siano beni confiscati. Se vogliamo combattere le mafie, dobbiamo seguire i loro beni ed i loro soldi". Sulla spiaggia jonica le attivita' sociali e culturali (dibattiti, formazione per i giovani sulla legalita', gioco) sono iniziate e sono rivolte ai gruppi che parteciperanno a "E!State Liberi", campi di volontariato che sono organizzati in tutto il Paese. Saranno tre campi nazionali, oltre 80 volontari provenienti da tutta Italia che collaboreranno insieme al Corpo Forestale nella gestione dei boschi e nella pulizia della spiaggia. L'altro bene attualmente gestito in Basilicata e' il Cie di Palazzo San Gervasio. Nel piccolo Comune potentino i beni sottratti sono tre ed erano di proprieta' di un usuraio, condannato con sentenza passata in giudicato. Per gli altri due non si riesce a far partire la gestione. Anche il Cie ha avuto una storia controversa. Originariamente era uno stabilimento commerciale e dieci anni fa era stato assegnato al Comune che per anni lo ha utilizzato per ospitare gli immigrati impegnati nella raccolta del pomodoro. Non si riusciva, pero', a garantire un'accoglienza adeguata e l'immobile e' stato chiuso per questioni di agibilita'. Poi sono arrivate le primavere arabe e gli sbarchi massicci a Lampedusa. Nell'estate di due anni fa, con poteri emergenziali il Governo lo ha riaperto ed utilizzato come Cie, con capienza massima di 150 posti, nonostante le resistenze locali e delle associazioni dei migranti. (segue)




