Roma, 10 apr. (Adnkronos/Labitalia) - Dopo il terremoto in Emilia Romagna c'e' il rischio frane. A dirlo i geologi che, a quasi un anno da quel drammatico 29 maggio in Emilia Romagna, saranno sui luoghi del terremoto per confrontarsi sulla 'Prevenzione e riduzione del rischio sismico'. Ma a distanza "di un anno - ha affermato Gabriele Cesari, neopresidente dell'ordine dei geologi dell'Emilia Romagna - viviamo ancora una volta un'altra emergenza: le frane diffuse in gran parte della regione. Dall'incubo di Boschetto con una grande frana che sta ingoiando la Massese a Modena ma anche a San Benedetto Val di Sambro-Monghidoro dove abbiamo una frana impressionante". "Non e' il terremoto a uccidere - ha fatto notare - ma il crollo dei fabbricati. Gia' nel 1993, proprio a Ferrara, i geologi posero l'attenzione sul rischio a cui il territorio e' esposto". E a Ferrara, venerdi' 12 aprile, arrivera' il vertice del Consiglio nazionale dei geologi. "L'Emilia Romagna - ha dichiarato Paride Antolini, geologo romagnolo e consigliere nazionale - e' pero' sulla strada giusta. E' l'unica regione ad avere un Servizio geologico regionale ed e' tra le poche ad avere completato la cartografia. Sono i geologi a conoscere il territorio, la composizione del sottosuolo e soprattutto a poterne leggere la storia". (segue)



