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Terremoto: Geologi, a un anno da sisma in Emilia Romagna rischio frane (2)

domenica 14 aprile 2013
2' di lettura

(Adnkronos/Labitalia) - "A Ferrara - ha precisato Paride Antolini - sono ancora evidenti i segni del terremoto del 1570. Fra le tracce sicure si possono elencare: la mancanza della cupola di Santa Maria in Vado. La chiesa, di Biagio Rossetti ed Ercole de' Roberti, era stata costruita nel 1495 con tanto di cupola, che il terremoto del 1570 aveva fatto crollare. E' stata sostituita con un soffitto piatto, all'interno del quale e' stata successivamente dipinta, in effetto prospettico, una cupola". "La chiesa di S. Cristoforo - ha continuato - costruita tra il 1498 e il 1551 era stata gravemente danneggiata dal terremoto del 1570; e' stata restaurata in due anni e la sua riapertura al culto, con la precisa menzione del terremoto appena superato, e' ricordata da una grande scritta ben visibile sull'arco della navata centrale. Poi abbiamo tracce discutibili come il fatto che molti campanili di Ferrara siano pendenti. Potrebbe trattarsi semplicemente di conseguenze di assestamenti. Fra le tracce probabili di quel terremoto potremmo elencare il grande lavoro compiuto da Alberto Schiatti nel risistemare e costruire chiese a Ferrara dopo il 1570, la mancanza della punta de campanile di San Giorgio fuori le mura e altre ancora". "In Emilia Romagna - ha concluso Antolini citando il rapporto Cresme del 2010 - il 37,4% degli edifici scolastici e il 36,1% degli edifici ospedalieri sono in zone potenzialmente ad elevato rischio sismico; 1.308.443 persone risiederebbe in zone potenzialmente ad elevato rischio sismico, gli edifici pubblici e privati, residenziali e non residenziali in zone potenzialmente ad elevato rischio sismico sarebbero 329.591".