(Adnkronos Salute) - A stretto giro, il 26 gennaio, scatta il referendum dei lavoratori sul documento. Ma il 55% di quelli che si sono presentati alle urne dice no alla ratifica. Il 31 gennaio sempre a Roma davanti al ministero del Lavoro si firma il verbale del mancato accordo, con cui si chiude anche la seconda fase, quella 'amministrativa', della procedura di licenziamento collettivo. Arriviamo all'8 febbraio, data in cui la Rsu incontra il nuovo prefetto di Milano, Camillo Andreana. Il 18 febbraio, in occasione di un secondo contatto, Andreana propone all'azienda e alla Rsu una versione 'ritoccata' dell'accordo definito 'salva-impieghi', in cui verrebbe sancito l'impegno dell'azienda a non licenziare fino a fine 2014. Dai vertici di via Olgettina arriva la disponibilita' ad accettare le modifiche. Ma il 20 febbraio La Rsu comunica al prefetto di rifiutare la proposta di sottoporre il documento a referendum. Il mancato accordo apre una fase di stallo: parte una petizione di alcuni lavoratori per chiedere di sottoporre ai lavoratori il nuovo documento, senza successo. Cala il silenzio, fino a oggi, quando la partenza delle prime lettere di licenziamento riaccende i riflettori sulla storia infinita di via Olgettina.



