Palermo, 13 apr. (Adnkronos) - E' caos a Palermo sul fronte della raccolta dei rifiuti. Nella citta' trasformatasi di nuovo in una 'pattumiera' a cielo aperto si susseguono proteste per roghi di cassonetti. Dopo il no del Tribunale alla proposta di concordato preventivo, lo spettro del fallimento per l'Amia, l'azienda di igiene ambientale del capoluogo siciliano, si fa piu' vicino. Un timore che anima lo stato di agitazione degli oltre 2 mila dipendenti, preoccupati per il loro futuro occupazionale. Cosi', tra assemblee e proteste la raccolta dei rifiuti procede a rilento e i cittadini, esasperati dal cattivo odore emanato dai cumuli di pattume che invadono le strade e i marciapiedi, di notte appiccano il fuoco alle discariche improvvisate in ogni angolo della citta' e della provincia. In accordo con i presidenti di Amg, Emilio Arcuri, e di Amap, Enzo Costantino, i mezzi meccanici delle due aziende interverranno nella raccolta dei rifiuti gia' a partire da lunedi' cosi' come i mezzi del Coime. Ad aggravare una situazione gia' critica c'e', poi, il problema dei volumi della discarica di Bellolampo, che si stanno riducendo, provocando nei momenti di maggiore affluenza dei mezzi incolonnamenti che creano ritardi nei servizi da effettuare. Una discarica la cui saturazione, comunque, e' prevista per fine mese. Un orizzonte temporale a cui la Regione siciliana guarda con preoccupazione, a tal punto da chiedere al Consiglio dei Ministri la dichiarazione dello stato di emergenza. (segue)



