Roma, 27 dic. - (Adnkronos) - In un bilancio della green economy di fine anno, è nel settore energetico che l'Italia "registra uno dei pochi dati positivi che il Paese può vantare in un momento di crisi, con il 35% dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, un dato straordinario se pensiamo che solo fino a sei anni fa eravamo al 15%". Così all'Adnkronos il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini che definisce "un errore grave" l'approvazione di sussidi alle fonti fossili. Ma se il 2013 sul fronte della produzione da rinnovabili è andata bene, "in molte parti del Paese c'è bisogno di investire in infrastrutture per collegare aree diverse, rendere possibile lo scambio di elettricità con la rete e andare verso l'efficienza e la produzione da fonti rinnovabili, in particolare al sud e nelle grandi città". Ed esprime un desiderio per il 2014, anno per il quale "ci aspettiamo che venga premiata l'autoproduzione di energia da parte di cittadini e imprese, riducendo sempre di più il consumo di energia da fonti fossili". Il 2013 è stato anche l'anno della Cop19 sulla quale il giudizio degli ambientalisti non è positivo. "E' stata rinviata per l'ennesima volta la decisione a livello mondiale sulla riduzione delle emissioni di gas serra - commenta Zanchini - un errore drammatico perché, come dimostra l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite, se non si cambia la curva delle emissioni di Co2, nei prossimi decenni la temperatura media del pianeta aumenterà di diversi gradi con conseguenze devastanti. Nel 2014 bisogna raggiungere un accordo che coinvolga i Paesi più sviluppati e quelli emergenti su obiettivi condivisi che servano a fermare un cambiamento climatico con effetti drammatici sul pianeta". Il 2013 si chiude anche su due temi portati alla ribalta con la Legge di stabilità e su cui Legambiente è scesa in campo. Da una parte la questione stadi. "In Italia servono stadi sicuri, accoglienti, moderni, anche in grado di ospitare attività commerciali come succede a Monaco, Londra o Barcellona. Il problema - sottolinea Zanchini - è che in Italia si vogliono costruire quartieri, in cui lo stadio rappresenta l'ultimo dei pensieri. Per fortuna, anche grazie alle nostre denunce, il governo si è fermato di fronte a un provvedimento che avrebbe provocato altro cemento nelle città complicando la vita delle persone". Preoccupano però le reazioni del mondo calcistico. "La reazione di alcune società di calcio è inquietante. Norme e tempi certi dovrebbero essere salutati come un successo, il fatto che si dica che si vuole bloccare il calcio in Italia dà l'idea di quale idea dello sport abbiamo queste persone". E poi la questione spiagge. "Ancora una volta si interviene sulle spiagge per aiutare coloro che non hanno pagato i canoni, che sono tra i più bassi d'Europa", continua Zanchini. "Coloro che non hanno pagato vengono premiati con danno ai cittadini, perché si rinuncia a prendere soldi da chi guadagna sulle spiagge, che sono un bene pubblico, e ai concessionari che invece hanno pagato. Quello che ci aspettiamo dal governo - conclude - è che venga messa da parte qualsiasi idea di privatizzazione e che si facciano seri controlli e adeguino i canoni delle spiagge".




