Catania, 15 lug. - (Adnkronos) - Giovanni Di Pietro, 57 anni, e' un uomo libero. Oggi in Argentina ha 'chiuso' i conti con la giustizia italiana senza farsi in carcere un solo giorno dei trent'anni di condanna per il sequestro e l'omicidio del figlio di un ricco industriale catanese nel 1978. La sentenza definitiva che lo riteneva colpevole del sequestro e dell'assassinio del giovane 'rampollo' non gli e' stata mai notificata. Di Pietro, prima che i giudici si pronunciassero, si era trasferito in Argentina, Paese che, in virtu' di una particolare interpretazione dello status di contumace, non ha mai concesso all'Italia l'estradizione. Ora, la pena e' estinta per decorrenza del termine di 30 anni dalla data di irrevocabilita' del verdetto. L'8 luglio la corte d'appello di Catania, su istanza del legale dell'imputato e della Procura generale ha emesso un'ordinanza di "risoluzione di incidente di esecuzione". Dalla Procura etnea emerge che "non e' una svista. L'Argentina non ha mai riconosciuto l'estradizione. La Procura di Catania l'aveva chiesta e l'Argentina l'ha negata".




