Roma, 16 lug. - (Adnkronos Salute) - Nel 2012, poco meno del 18% delle persone che si e' rivolto al Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva lo ha fatto per denunciare casi di presunto errore medico. E' quanto emerge dal Rapporto Pit Salute 2013 del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, presentato oggi a Roma al ministero della Salute. Un dato in crescita se messo a confronto con l'anno precedente (16,3% nel 2011), malgrado la diminuzione delle segnalazioni per presunti errori diagnostici e terapeutici (62,7% del 2011, ma 57% del 2012). Il maggior numero di segnalazioni su presunti errori diagnostici si riscontra nell'area oncologica, con il 27,3%, dato in lieve aumento rispetto al 26,5% del 2011. La seconda area piu' segnalata resta l'ortopedia, che si attesta ad un 14,3%, e a seguire l'area della ginecologia e ostetricia con il 9,1% delle lamentele. Invece, per quanto riguarda gli errori terapeutici, l'ortopedia continua ad essere l'area con il maggior numero di segnalazioni (32,1%), dato in aumento rispetto all'anno precedente (23.1%). Segue la chirurgia generale, con un 11,2% e la ginecologia e ostetricia con l'8,2% dei casi. Aumentano di molto le segnalazioni riguardanti le condizioni delle strutture sanitarie, passando dal 15% del 2011 al 23% del 2012. Secondo il Tdm si tratta di un "dato preoccupante, considerato che l'anno scorso avevamo addirittura registrato una lieve flessione". Le segnalazioni sulle disattenzioni del personale sanitario, vale a dire tutti quei comportamenti che, pur non avendo causato un danno, rappresentano procedure incongrue e potenzialmente rischiose, rimangono pressoche' invariate e sono ancora una percentuale consistente delle segnalazioni in quest'ambito (12,1% del 2011, 12,5% nel 2012). Una delle aree nelle quali si riscontrano casi di malpractice risulta essere anche l'utilizzo di protesi difettose: si tratta del 3,4% dei casi, in particolare relativi a protesi mammarie e protesi d'anca.




