(Adnkronos) - "Addirittura - riferisce l'Ance - riceviamo segnalazioni relative ad amministrazioni comunali che rallenterebbero il rilascio delle necessarie autorizzazioni alla ricostruzione nel caso di lavori privati affidati a imprese non iscritte alla lista definitiva". "Queste scelte ingiustificate sono frutto, da una parte, del timore dei problemi che potrebbero verificarsi nel caso all'impresa appaltatrice venisse negata l'iscrizione e, dall'altra, dal clamore suscitato dall'esclusione dalla white list di importanti aziende modenesi del settore edile" proseguono i costruttori. Come se non bastasse ad essere piu' penalizzate sono le aziende modenesi del settore edile. "La richiesta di inserimento nella white list va fatta a Modena ma, per il gran numero di domande, occorreranno circa 20 anni per concludere i procedimenti aperti" commenta Betti, rimarcando come "intanto le imprese di altre province e regioni, le cui Prefetture sono meno oberate dalle richieste, riescono a ottenere in tempi molto piu' celeri l'informativa antimafia e quindi l'inserimento nella white list definitiva". Insomma, tutto cio' conclude il presidente Ance, "le avvantaggia nell'ottenere commesse private, mentre le nostre aziende stanno ancora aspettando: e' un autentico effetto distorsivo della leale concorrenza". La conferma di questo verrebbe anche dai dati della Cassa Edili di Modena. Nel primo trimestre dell'anno in corso, si registra un modesto accenno di ripresa dell'attivita' del settore edile e, contemporaneamente, anche un incremento del 40% del ricorso alla cassa integrazione per le aziende edili modenesi. A lavorare quindi sono perlopiu' le aziende di fuori provincia.




