Roma, 16 lug. - (Adnkronos) - E' stato ucciso perche' voleva impedire l'apertura di una 'locale di 'ndrangheta' a Roma. E' questa l'ipotesi, ancora al vaglio degli investigatori della Squadra Mobile di Roma, per il movente dell'omicidio di Vincenzo Femia, calabrese legato alle famiglie di San Luca e rappresentante di queste cosche nella Capitale. "Un dato che fa pensare a una forte presenza della 'ndrangheta nella Capitale", ha spiegato il capo della Squadra Mobile Renato Cortese. "Una locale di 'ndrangheta - come ha chiarito Cortese - e' una cellula organizzativa, con capo e affiliati presenti sul territorio, da cui dipendono diverse 'ndrine, quello che per Cosa nostra e' il mandamento. Quando piu' famiglie si consorzionano si configurano come una locale di 'ndrangheta". Femia e' stato trucidato a colpi di pistola da almeno due killer il 24 gennaio scorso mentre era in auto a Roma. Oggi la polizia ha arrestato uno degli esecutori materiali del delitto, Gianni Cretarola, 31 anni, gia' arrestato per un omicidio nel 2006 ad Alessandria e successivamente tornato in liberta'.




