(Adnkronos) - In particolare, nello scorso mese di marzo la ricerca si era concentrata sui documenti relativi alla compravendita del Castello di San Girolamo che aveva destato per le sue modalita' poco chiare forti sospetti. La documentazione acquisita nella circostanza dalla Squadra Mobile e i certosini accertamenti effettuati dagli uomini del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma, hanno evidenziato un "quadro probatorio inequivocabile" circa la turbativa dell'asta pubblica relativa all'alienazione del complesso edilizio e delle relative pertinenze, indetto dal Comune di Narni il 1° ottobre 2010. Il bando di gara subordinava l'alienazione dell'immobile alla realizzazione su di esso di una struttura turistico-ricettiva con relativo avvio dell'attivita' entro il termine di quattro anni decorrenti dal ritiro del permesso di costruire, fissando il prezzo base d'asta in 1.740.000 euro, di cui il 10% (174.000 euro) da versare come anticipo. Le indagini hanno altresi' consentito di appurare che i tecnici della Curia, "ancor prima che - si legge in una nota - si perfezionasse l'atto e senza aver corrisposto l'importo stabilito per la compravendita al comune di Narni, garantito in questa fase da una fideiussione scaduta, hanno tentato in piu' occasioni di vendere ad un terzo in buona fede l'immobile e garantirsi il profitto dell'intera vendita senza aver "tirato fuori un centesimo", poiche' come gia' detto, l'anticipo era stato versato dalle altre imprese partecipanti all'ATI".




