Roma, 18 lug. (Adnkronos) - Il 19 luglio rimarra' per sempre come la data del primo, tragico e inatteso bombardamento subi'to da Roma da parte degli Alleati. Il quartiere popolare di San Lorenzo fu quello che ne fece maggiormente le spese: dei 662 bombardieri, dei 268 caccia e delle migliaia di morti e feriti lasciati sul campo in quattro ore si ha ancora un ricordo tangibile. In codice 'Milk run', la corsa del latte, era considerato dagli Alleati un raid semplice come il percorso mattutino del lattaio per lasciare le bottiglie casa per casa, ma seppelli' San Lorenzo sotto le macerie e abbatte' in sei ondate successive gli scali ferroviari e gli aeroporti Littorio e Ciampino. Il tiro al piccione comincio' alle ore 11 del 19 luglio 1943: 662 bombardieri e 268 caccia americani piombarono su Roma. Le bombe erano 4.000 con 1.060 tonnellate di esplosivo. A difesa solo 38 aerei italiani, 3 dei quali abbattuti. La prima ondata centro' lo scalo San Lorenzo, poi tocco' al quartiere e furono le devastazioni piu' gravi. Oggi lo diremmo un bombardamento chirurgico: le 4.000 bombe sganciate sulla citta', provocarono circa 3.000 morti e 11.000 feriti, di cui 1.492 morti e 4.000 feriti nel solo quartiere di San Lorenzo. Al termine del bombardamento Papa Pio XII si reco' a visitare le zone colpite, benedicendo le vittime sul Piazzale del Verano. Dieci anni fa, proprio a San Lorenzo, in occasione dei sessanta anni del bombardamento, e' stato inaugurato il "Parco dei caduti del 19 luglio 1943" con un monumento di settanta metri di lunghezza nell'aiuola centrale che ricorda i nomi di tutte le 1492 vittime. Il presidente Carlo Azeglio Ciampi invito' a ricordare l'evento con lo spirito di sollecitare gli italiani a rimanere uniti per la liberta'. "Qui ci sono le nostre radici", disse nell'occasione l'allora sindaco di Roma Walter Veltroni.




