Roma, 19 lug. (Adnkronos) - "E' assai difficile che un imputato rinunci alla prescrizione ma se l'intenzione e' questa, andrebbe manifestata subito. Un segnale distensivo che potrebbe essere di aiuto". Lo evidenzia Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, ragionando sulla vicenda dei diritti tv nell'ambito del processo Mediaset che vede imputato l'ex premier Silvio Berlusconi, condannato in appello a quattro anni di reclusione per frode fiscale con l'interdizione a cinque anni dai pubblici uffici. Il prossimo 30 luglio la Cassazione, salvo probabili rinvii, dovrebbe mettere la parola fine sulla vicenda. "La tesi piu' rigorosa e forse la dominante - ragiona Mirabelli - vuole che un imputato non possa rinunciare ad un diritto (in questo caso la prescrizione) che non sia ancora maturato". Detto questo, il costituzionalista ritiene che "una dichiarazione formale di intenti potrebbe anche agevolare un rinvio da parte della Cassazione". Sarebbe gia' pronta la richiesta da parte della difesa di Berlusconi di rinvio dell'udienza in Cassazione anche ai fini di ricalcolare i tempi di prescrizione che, a detta della difesa, sarebbero piu' lunghi di quelli calcolati dalla Procura di Milano e dalla stessa Cassazione. "La verita' - dice Mirabelli - e' che siamo di fronte ad un sistema complicato e pieno di insidie sia per chi deve giudicare che per chi deve difendersi, che andrebbe semplificato". Piu' in generale, il costituzionalista evidenzia come siano "davvero pochi gli imputati che rinunciano alla prescrizione. Non si contano i processi che si chiudono con una intervenuta prescrizione del reato ma e' anche vero che chiunque tende a non correre il rischio".




