(Adnkronos) - All'origine delle pesantissime accuse che hanno portato all'arresto di tre persone e all'iscrizione nel registro degli indagati di altre sette, piu' un'altra nel frattempo deceduta, c'e' la compravendita del castello di San Girolamo a Narni che, nelle intenzioni palesemente espresse in questo stralcio di conversazione, di coloro che secondo l'accusa avrebbero ideato e promosso l'affare, prevedeva un guadano illecito e irregolare a discapito del Comune stesso e del 'terzo in buona fede'. Le intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Pier Luigi Panariello svelano, a giudizio del giudice stesso, "il piano criminoso" degli indagati: ovvero quello di "trovare un acquirente al quale la Imi srl potesse alienare il castello ancora prima di aver pagato il corrispettivo della compravendita al Comune di Narni". Oltre a Galletti, Zappelli, Zitti e al notaio Pasqualini, indagati per la vicenda di Narni sono finiti l'allora sindaco di Narni Stefano Bigaroni e quello attuale Francesco De Rebotti, i tre assessori Simona Bozza, Roberta Isidori e Lorella Sepi, (piu' Guido Fabrizi deceduto nel frattempo), l'architetto del Comune di Narni, Alessandra Trionfetti, la responsabile dei servizi finanziari Alessia Almadori. A loro, a vario titolo, vengono contestati i reati di associazione a delinquere, turbata liberta' degli incanti, truffa aggravata e falsita' materiale commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico. Per loro il pm Massini aveva chiesto il divieto di dimora nel Comune di Narni, non concesso dal giudice Panariello. (segue)




