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Da Unep e Fao campagna mondiale per ridurre gli sprechi alimentari

'Think. Eat. Save.'
domenica 27 gennaio 2013
Da Unep e Fao campagna mondiale per ridurre gli sprechi alimentari

2' di lettura

Roma, 23 gen. - (Adnkronos) - Semplici interventi da parte dei consumatori e dei dettaglianti possono contribuire notevolmente a tagliare i 1,3 miliardi di tonnellate di cibo che ogni anno vanno perdute o sprecate e gettare le basi per un futuro sostenibile secondo la nuova campagna mondiale contro gli sprechi alimentari lanciata dall'Unep, il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, dalla Fao, l'organizzazione Onu per l'alimentazione e l'agricoltura e da altri partner. La campagna 'Think. Eat. Save.', riduci a tua impronta ecologica alimentare, nasce a sostegno di Save Food, l'iniziativa per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari lungo l'intera catena della produzione e del consumo alimentare , gestita dalla Fao e dall'organizzazione di commercio equo e solidale Messe Dusseldorf, e nell'ambito dell'iniziativa del Segretario Generale dell'ONU Fame Zero. Questa nuova campagna pone al centro specificatamente gli sprechi alimentari da parte dei consumatori, della distribuzione e dell'industria turistica. Think. Eat. Save. punta ad accelerare gli interventi, ed a fornire una visione globale e la condivisione delle informazioni sulle iniziative in tutto il mondo, sul portale www.thinkatsave.org. Secondo i dati della Fao, a livello mondiale, circa un terzo di tutto il cibo prodotto, per un valore approssimativo di mille miliardi di dollari, va perduto o sprecato lungo la produzione ed il consumo. Le perdite alimentari avvengono per lo più a livello della produzione mentre gli sprechi di cibo avvengono in genere a livello di dettaglianti e di consumatori. "Nei paesi industrializzati, circa metà di tutto il cibo viene dissipato, circa 300 milioni di tonnellate, perché produttori, distributori e consumatori eliminano alimenti che sono ancora buoni per essere consumati", ha dichiarato Josè Graziano da Silva, direttore generale della Fao. "Questo è più del totale netto della produzione alimentare dell'Africa Subsahariana, e sarebbe sufficiente a nutrire i circa 870 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo". "Se riusciamo ad aiutare i produttori a ridurre le perdite mediante migliori sistemi di raccolto, di trasformazione, di immagazzinamento, di trasporto e di commercializzazione, ed uniamo a questo un cambiamento profondo e duraturo del modo in cui la gente consuma il cibo, possiamo raggiungere un mondo più salutare e libero dal problema della fame", ha aggiunto Graziano da Silva. Si calcola che lo spreco pro-capite a livello di consumatore in Europa, in Nord America ed in Oceania, sia di 95/115 kg l'anno, mentre nell'Africa Subsahariana, nel sud e sudest asiatico oscilli soltanto tra i 6 e gli 11 kg l'anno. Secondo l'organizzazione Wrap, nel Regno Unito se si affrontasse il problema dello spreco di cibo, in media una famiglia potrebbe risparmiare circa 680 sterline l'anno (1,090 dollari) ed il settore turistico circa 724 milioni di sterline (1,2 miliardi di dollari).