(Adnkronos) - Un'iniziativa che ha gia' portato nelle sue edizioni precedenti quasi 6mila studenti toscani e centinaia di insegnanti, passati tutti attraverso ore di studio e confronto sulla materia. L'obiettivo e' sempre raccontare per non dimenticare, ricordare la Shoah non solo come strage di un popolo, quello ebraico, e di tante altri soggetti sociali sgraditi ai nazisti; ma come ammonimento sulla crudelta' e sull'indifferenza umana, in agguato ancora oggi, ascoltando dalle vive parole dei sopravvissuti e vedendo da vicino per attivare nei giovani forti anticorpi nei confronti del razzismo e dell'intolleranza. Nel 2013 a tutto questo si aggiunge il tema, non cosi' ben conosciuto, della rivolta, della ribellione nei confronti degli aguzzini. Molti ebrei, specialmente nell'Europa dell'Est, trovarono la forza per dire no e affermare la loro dignita' di uomini. In Polonia e in Unione Sovietica rivolte armate scoppiarono in un centinaio di ghetti, fino alla piu' clamorosa, quella del 1943 nel Ghetto di Varsavia che i nazisti riuscirono a soffocare solo dopo settimane di combattimenti, radendolo letteralmente al suolo dopo aver rastrellato casa per casa. Ma anche i campi di sterminio non furono solo un luogo di annientamento, come ricorda ad esempio Shlomo Venezia nel suo libro su Auschwitz, ma sedi di rivolte armate, ad Auschwitz appunto come prima era successo a Treblinka e Sobibor. (segue)




