Roma, 11 mar. (Adnkronos) - Il 13 marzo si inaugura a Roma, presso l'Istituto nazionale per la grafica 'Immaginario', la mostra personale di Marco Tirelli (Roma, 1956) curata da Ludovico Pratesi, che si propone di presentare al pubblico per la prima volta un aspetto inedito della ricerca dell'artista, per costruire una sorta di itinerario verbale e visivo legato alla natura e all'evoluzione del suo processo concettuale e creativo. L'esposizione restera' aperta fino al 5 maggio prossimo a Palazzo Poli, in Via Poli 54. Il titolo allude a una sorta di deposito di immagini, un archivio dove, per modelli e frammenti, possa entrare il mondo intero, da cui l'artista ricava volta per volta le visioni dei propri dipinti. Una vera e propria Wunderkammer privata, che contiene centinaia di soggetti diversi, dagli oggetti d'uso quotidiano alle architetture, dagli animali alle mappe alle geometrie, che invadono come un fiume in piena le sale espositive del Museo. Proprio il legame con la storia dell'arte e la notoria distanza dalle mode culturali di Tirelli hanno trovato, nell'ingente patrimonio iconografico dell'Istituto e nella sua identita' museale, un eccezionale "archivio visivo" che ha suggestionato e contestualizzato la ricerca dell'artista. Tirelli ha subito il fascino della vicinanza delle matrici incise dai maestri quali Piranesi, Morandi e dei fogli di Durer e Rembrandt, non per realizzare altre matrici ma per attingere idealmente da questo "serbatoio d'immagini come fossero all'interno di un grande lago in cui i fiumi del vissuto - scrive Tirelli - confluiscono e le immagini sedimentano sul fondo, pronte a riemergere nel momento in cui qualcosa le riattivi. Una nuova esperienza puo' farle riaffiorare alla superficie del visibile". (segue)




