(Adnkronos) - Il problema e' che le calamita' naturali si preferisce trattarle quando diventano emergenze. Non si fa programmazione, prevenzione. "Anche nella recente campagna elettorale - commenta la presidente dei Geologi toscani - si e' parlato di tutto, tranne che di dissesti e manutenzione ordinaria del territorio. Evidentemente non hanno appeal, pare, non portino voti. I temi legati alla manutenzione e salvaguardia sono stati appena sfiorati da non piu' di tre soggetti che si presentavano agli elettori, accenni marginali, la stessa parola acqua e' citata solo per garantirne la natura pubblica. Ma non vorrei che l'accezione dell'aggettivo fosse quella piu' corrente e triviale, leggasi di nessuno. Alcuni hanno inserito le questioni inceneritori o Tav, ma solo per affermare opposizioni preconcette, di improbabile realizzazione come insegna il caso inceneritore di Parma". Insomma, "si parla di risanare le banche, di lottare contro il malaffare, ma mai di risanare il territorio o di prevenire disastri. Eppure credo che i cittadini sarebbero interessati". Per la presidente Fagioli, "nessuno pare rendersi conto di cio' che per noi professionisti del settore e' sin troppo chiaro: che la crisi viene usata da molte Amministrazioni locali, prima di tutto, come scusa per non intervenire sul territorio o intervenire in modo minimale". Il problema, ricorda Fagioli, e' che "se poi la prima pioggia ci mette in crisi o alla prima debole scossa di terremoto siamo tutti fuori casa non ci resta che piangere. O magari, la prossima volta, forse anche troppo prossima, votare quegli aspiranti governanti che nel loro programma abbiano dato il giusto spazio, peso e cura a quel minimo di attenzione al territorio, magari suffragata da competenza e non da slogan; attenzione che riduca almeno un poco, la probabilita' di finire, per noi elettori, alla prossima pioggia o scossa sismica, come topi: affogati o sepolti vivi". Prevenzione anche per far ripartire l'economia. "E s' che il riassetto idrogeologico del territorio - conclude Maria Teresa Fagioli - e l'adeguamento antisismico degli edifici esistenti, o la loro rottamazione laddove non ci sono alternative, sarebbero una ricetta eccezionale. Di sicuro successo anche per rimetter in moto l'economia. Ma e' mai possibile che solo noi geologi ce ne rendiamo conto?"




