(Adnkronos) - Non mancheranno le riflessioni sullo stato dei nostri mari. Nel Mediterraneo le specie commestibili sono 300, piu' alcuni crostacei e molluschi, "ma noi ci limitiamo a catturarne una decina, mettendo sotto stress un delicato equilibrio e rinunciando a un'ampia varieta' di gusti - mette in guardia Silvio Greco, presidente del Comitato scientifico di Slow Fish - Nonostante queste risorse, i pesci piu' diffusi sulle nostre tavole sono branzino, orata e rombo, specie allevate! Senza parlare poi dei filetti di pesce persico che pensiamo siano allevati in Italia e invece vengono dal Lago Vittoria, in Africa. O del pangasio, allevato nelle acque non sempre cristalline dei fiumi del Sudest asiatico". "Quest'anno - spiega Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia - abbiamo voluto scommettere sulla citta' coinvolgendo il pubblico affinche' prenda coscienza delle tematiche che riguardano l'ambiente marino e le risorse ittiche in maniera semplice e godibile, con appuntamenti pensati per ogni eta' ed esigenza. Un evento a ingresso libero dedicato appunto al mare di tutti, senza rinunciare all'alto profilo delle tematiche trattate nelle conferenze, alla presenza dei grandi chef italiani e internazionali per gli appuntamenti gastronomici o ai giocosi momenti educativi".




