Roma, 13 mar. - (Adnkronos) - "Mio figlio Giuliano sta preparando un film con Wim Wenders partendo dalla mia mostra 'Genesi'. Un progetto legato alla difesa della natura. Vogliamo che un numero sempre maggiore di persone possano partecipare a questo grande risveglio di consapevolezza e coscienza ambientale". E' quanto ha annunciato oggi Sebastião Salgado, uno dei più grandi fotografi, presentando alla Casa del Cinema di Roma, accanto all'assessore capitolino alla Cultura Dino Gasperini, la mostra 'Genesi. Fotografie di Sebastao Salgado', a cura della moglie Lelia Wanick Salgado, che sarà aperta al pubblico dal 15 maggio al Museo dell'Ara Pacis e in programma sino al 15 settembre. In mostra oltre 200 fotografie eccezionali. Dalle foreste tropicali dell'Amazzonia, del Congo, dell'Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell'Antartide, dalla taiga dell'Alaska ai deserti dell'America e dell'Africa fino ad arrivare alle montagne dell'America, del Cile e della Siberia. 'Genesi' di Sebastião Salgado è un viaggio fotografico nei cinque continenti per documentare, con immagini in un bianco e nero di grande incanto, la rara bellezza del nostro principale patrimonio, unico e prezioso, il nostro pianeta. Salgado ha realizzato le fotografie che saranno esposte all'Ara Pacis andando alla ricerca di quelle zone del mondo ancora incontaminate, di quei segmenti di vita ancora intatta, in cui il nostro pianeta appare nella sua grandiosa bellezza e dove gli elementi, la terra, la flora, gli animali e l'uomo, vivono in un'armonia miracolosa, come in una perfetta sinfonia della natura. Un lungo viaggio per Salgado, accanto alla moglie Leila, durato 8 anni nelle isole Galapagos, in Kenia e Tanzania, tra gli indigeni Yanomami e i Cayapo' dell'Amazzonia brasiliana, i pigmei delle foreste equatoriali del Congo settentrionale, i boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica, le tribù Himba del deserto namibico, le tribù delle più remote foreste della Nuova Guinea. 'Genesi' si svolgerà in contemporanea con altre grandi capitali (Londra, Rio De Janeiro e Toronto). Da queste città proseguirà poi il suo cammino attraverso altre tappe che la porteranno a raggiungere tutte le maggiori metropoli del mondo. "Otto anni di lavoro e 32 reportage, un'avventura fotografica. Non è stato facile scegliere le oltre 200 foto per la mostra - ha dichiarato Salgado, nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella capitale-. Un progetto importante, al quale ha collaborato anche l'Italia per reperire quelle risorse finanziarie necessarie per recuperare parte del nostro patrimonio ambientale, distrutto negli anni. Un patrimonio immenso che appartiene a tutti noi". Nel corso dell'incontro Sebastiao Salgado ha ricordato il suo impegno nei confronti del pianeta. "Per il ripristino dell'ecosistema pianteremo oltre 2 milioni di alberi, nuove specie. Dobbiamo proteggere la natura. In caso contrario l"homo sapiens' potrebbe trasformarsi in una specie in via d'estinzione". Il grande maestro di origine brasiliana (è nato nella città di Aimores l'8 febbraio del 1944) ha confessato di essere stato spinto, per il progetto fotografico, da una grande curiosità. "Non mi sento né antropologo, né giornalista. Da parte mia c'è sempre stato uno straordinario rispetto nei confronti degli uomini e delle donne che incontravamo. Società molto simili alla nostra, ma 2mila, 3mila anni fa". Sebastião Salgado ha elogiato l'operato dell'ex presidente Lula da Silva: "Ha ridistribuito la ricchezza, ricreando una nuova 'equità e il ceto medio", ha ricordato. Riguardo poi all'ipotesi di un papa brasiliano, eletto al soglio di Pietro, Salgado non ha voluto sbilanciarsi: "Non conosco Odilo Scherer -ha detto- Ma forse non è così grave". Nel corso dell'incontro alla Casa del Cinema è stato trasmesso anche un video messaggio del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini: "Il nostro Ministero è lo sponsor di 'Genesi' -ha spiegato - Un progetto importante, un messaggio per tutti noi. Occorre riportare l'attenzione sulle norme che regolano e 'violano' l'ambiente per evitare danni economici e sociali, eventi climatici estremi". "Bisogna proteggere l'ambiente -ha proseguito il ministro Clini- Valorizzare le risorse a disposizione. Non esistono conflitti tra l'uomo e la natura, dobbiamo ritornare a risentirci parte integrante della natura. Il futuro da evitare? Un pianeta senza umanità".




