Firenze, 15 mar. - (Adnkronos) - "In piu' parti della Toscana Misericordie e Pubbliche Assistenze sono ormai in ginocchio per via dei rimborsi che non arrivano perche' le Asl hanno chiuso i rubinetti. Il volontariato toscano, punta di diamante a livello nazionale e baluardo sociale con una storia di secoli, rischia di vedersi costretto alla paralisi e in molte zone si pensa ormai a forme di protesta anche clamorose come il blocco delle ambulanze. Facile intuire con quale impatto presso la popolazione. Sarebbe un evento devastante e anche pericoloso, assolutamente da scongiurare". Lo afferma Stefano Mugnai (Pdl), vicepresidente della Commissione Sanita' del Consiglio regionale. "Il punto e' che la situazione, a macchia di leopardo per quanto riguarda l'erogazione del saldo 2012 non ovunque avvenuta, e' poi complessivamente nebulosa quanto a prospettive. Non solo in molti territori la Asl di zona non ha pagato i rimborsi per l'anno passato - dichiara l'esponente regionale del Pdl - ma oltretutto non c'e' alcuna programmazione per l'anno in corso. E questo interessa tutta la Toscana dal momento che per il 2013 non e' stato proprio ancora deciso nulla circa il budget da destinare al trasporto sanitario". "Le ripercussioni? Beh, quelle sui cittadini sono evidenti, col rischio che di punto in bianco si chiami il 118 e non si veda arrivare nessuno per il soccorso. Ma poi ci sono quelle sull'occupazione, dal momento che le associazioni convenzionate oltre a decine di volontari si affidano anche a una quota di personale dipendente e che a loro volta, tra l'altro, anche Pubbliche Assistenze e Misericordie hanno i loro fornitori da pagare, non foss'altro che per il carburante necessario alle ambulanze. Per parte nostra - afferma Mugnai - non possiamo che sollecitare la giunta regionale affinche' metta in sicurezza un settore che, da solo, regge sulle proprie spalle un servizio indispensabile alla tenuta del sistema sanitario regionale. Non dimentichiamo - conclude - che il volontariato rappresenta in Toscana anche un insostituibile presidio per la tenuta sociale e solidale della nostra regione, frutto di 700 anni di una storia che ha caratterizzato la Toscana. Avvilirlo in questo modo e' veramente ingiusto, anche perche' c'e' il pericolo che questo patrimonio civico si perda o si penalizzi compromettendolo in maniera radicale. Davvero i vertici dell'attuale governo regionale vogliono essere ricordati come coloro che mettono la parola fine a questa bella storia?"




