(Adnkronos) - La tragedia fu archiviata, nessuno pago' per le vite di quelle donne e bambine, nonostante usi il termine 'catastrofe' per descrivere l'incidente: "Dalla perizia giudiziale eseguita sul posto - scrisse il sottoprefetto - non risulterebbe colpa ne' imprevidenza in carico di chicchessia, essendo che l'ingegnere stesso al quale sono affidati gli esterni lavori dello stabilimento pochi minuti prima della catastrofe passeggiava fiducioso sull'ergine rovinato del serbatoio. Alle vittime - conclude la relazione di Rominelli - fu data conveniente sepoltura nel villaggio di Arbus e Guspini piu' vicini". Nonostante le prescrizioni dell'Ispettore del Corpo delle miniere della Sardegna, Frncesco Giordano, che fu severo nel "biasimare la costruzione del bacino e la sua posizione" sopra le baracche dormitorio delle cernitrici e ordino' alla direzione mineraria di provvedere alla sua ricostruzione in altro luogo, la Direzione della miniera di Montevecchio, 'scusandosi' con il Prefetto, comunico' che non esiste "luogo piu' comodo e adatto per la ricostruzione sia del bacino che della baracca rovinata" nello stesso punto. "Vita a basso costo", scrive Iride Peis Concas. "L?azienda infatti fu sgravata da ogni responsabilita'. Nessun debito verso chi prse la vita - scrive la Peis Concas -, un incidente di percorso e poi il silenzio". (segue)




