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Sanita': all'Ismett di Palermo nuova procedura per combattere l'obesita'

domenica 23 giugno 2013
Sanita': all'Ismett di Palermo nuova procedura per combattere l'obesita'

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Palermo 17 giu.- (Adnkronos) - Una nuova procedura per combattere obesita' e diabete di tipo 2. E’ stato impiantato per la prima volta in Italia l’Endobarrier, dispositivo che produce gli stessi effetti dell’intervento chiurgico di bypass intestinale. La procedura e' stata eseguita per via endoscopica presso l’Ismett (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) di Palermo da Mario Traina, responsabile dell’Unita' di Gastroenterologia, ed Anna Casu, responsabile dell’Unita' di Diabetologia. Ad essere sottoposta all’intervento e' stata una donna siciliana di 42 anni. Attualmente l’Endobarrier e' stato sperimentato con successo nei migliori centri medici europei, ma non era ancora disponibile in nessun ospedale italiano. Ismett ha avviato l’utilizzo di questo dispositivo in via sperimentale, grazie ad uno studio clinico finanziato dall’University of Pittsburgh Medical Center (UPMC), il partner americano che gestisce l’Istituto Mediterraneo. I vantaggi dell’utilizzo di questa tecnica, rispetto alle tecniche di chirurgia per l’obesita', sono molteplici. Si tratta, innanzitutto, di una procedura meno invasiva che non prevede l’utilizzo della chirurgia. Il paziente sottoposto a questo tipo di trattamento puo' lasciare l’ospedale entro 48 ore. Inoltre, e' una procedura reversibile: il dispositivo, una volta inserito, puo' essere sempre rimosso. Infine, e' meno costosa rispetto alla chirurgia tradizionale contro l’obesita'. La tecnica consiste nell’introdurre un dispositivo endoscopico nel lume duodenale del paziente con l’obiettivo di ridurre l’assorbimento di cibo e probabilmente modificare la produzione di insulina. L’Endobarrier e' un tubo impermeabile e flessibile ancorato al bulbo duodenale con un’ancora rimovibile. I medici fanno scivolare una sorta di “guscio protettivo” attraverso la bocca del paziente tramite endoscopio e il dispositivo, una volta inserito nel duodeno, crea una barriera tra il cibo e la mucosa intestinale. Il device puo' restare in sede fino a 12 mesi, poi viene rimosso. I pazienti sottoposti a questo tipo di trattamento saranno costantemente seguiti con visite di controllo trimestrali da un’e'quipe multi-disciplinare di Ismett formata da diabetologo, nutrizionista, gastroenterologo, psicologo clinico e cardiologo. (segue)