Milano 17 giu. (Adnkronos) - L'80% delle societa' finanziarie non bancarie attive in Italia rischia di uscire dal mercato in seguito all'andamento congiunturale dell'economia e alle disposizioni applicative del decreto legislativo 141/2010, ossia la riforma dell'intermediazione finanziaria non bancaria. E' quanto emerge da uno studio condotto da 'Sestante Culturae', associazione culturale costituita per studiare le trasformazioni in atto nell'intermediazione finanziaria. Secondo quanto riporta l'associazione, il problema sara' l'impatto delle nuove disposizioni della banca d'Italia. "La normativa secondaria, in corso di elaborazione da Bankitalia, introduce requisiti organizzativi, amministrativi e patrimoniali piu' stringenti che si tradurranno in un incremento medio dei costi a carico delle societa'". Ad esempio, l'accesso al mercato sara' limitato dall'introduzione di un capitale minimo di due mln - a fronte degli attuali 600mila euro - per ottenere l'autorizzazione alla concessione di finanziamenti. L'incremento "potra' dunque variare da decine a centinaia di migliaia di euro all'anno, comprimendo i margini di imprese gia' penalizzate dalle difficolta' nel funding e dalla diminuzione dell'attivita' creditizia". (segue)



