(Adnkronos) - Nell'ambito dell'operazione antidroga denominata "Forte e chiaro", sono state eseguite undici misure cautelari, emesse dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Dda, per la violazione della legge sugli stupefacenti. A seguito delle numerose perquisizioni eseguite sono stati sequestrati vari bilancini, presse, materiale atto al confezionamento, sostanza da taglio e armi tra cui un fucile a canne mozze con matricola abrasa e numeroso munizionamento. Le indagini hanno confermato l'operativita' del gruppo criminale sul territorio capitolino con particolare riguardo ai quartieri di San Giovanni e Casilino (Villaggio Breda) dove l'attivita' di spaccio era piu' fiorente. Il ruolo principale del sodalizio, secondo gli investigatori, era rivestito da Alessandro Bottiglieri. Nel corso dell'indagine, corroborata da intercettazioni telefoniche e ambientali e da delicati e mirati servizi, sono stati raccolti numerosi elementi probatori a carico dell'organizzazione criminale. E' stato accertato come Bottiglieri abbia acquistato la sostanza illecita prediligendo il canale calabrese di approvvigionamento per poi immetterla sul mercato romano. Infatti lo stesso, insieme a Rocco Camillo', aveva organizzato una compravendita di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente che dalla Calabria doveva giungere a Roma gestendone tutte le fasi sino a parteciparvi attivamente durante il trasporto "staffettando" il carico, materialmente trasportato dai corrieri romani da lui stesso reperiti ed arrestati in corso di indagine. Trovata la sostanza stupefacente Bottiglieri, poi, provvedeva ad individuare esperti e fidati collaboratori affidando loro il compito di pusher di zona che, con un sistema a cascata, affidavano a loro volta lo spaccio al minuto ai loro "cavalli".



