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Rifiuti: commissione Ue, in Campania ancora ritardi, non escluse altre emergenze

domenica 23 giugno 2013
Rifiuti: commissione Ue, in Campania ancora ritardi, non escluse altre emergenze

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Bruxelles, 20 giu. - (Adnkronos) - "Dall'estate 2011 le autorita' locali hanno dirottato grandi quantita' di rifiuti verso impianti in altre regioni, soluzione questa di natura meramente temporanea a problemi che caratterizzano la regione ormai da anni. Non sono pero' da escludersi nuove emergenze, dato che il trasporto dei rifiuti fuori dalla regione non risolve in modo adeguato i problemi endemici di questo territorio". E' quanto si legge nel documento in cui la Commissione europea avvia il ricorso dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea contro l'Italia "per il suo prolungato inadempimento in materia di gestione dei rifiuti nella regione Campania". "Pur riconoscendo i progressi fatti, ad esempio sotto il profilo della raccolta differenziata - prosegue il documento - la Commissione guarda con preoccupazione i ritardi che hanno portato all'arresto della costruzione della maggior parte degli impianti previsti per il recupero dei rifiuti organici, degli inceneritori e delle discariche. Il rischio ora e' che molte delle installazioni previste non siano pronte per la fine del 2016, cioe' in tempi ancora ragionevoli dalla prima sentenza della Corte". "Preoccupanti sono altresi' la sorte incerta di sei milioni di tonnellate di rifiuti imballati e stoccati presso vari siti in Campania, in attesa di un inceneritore che deve ancora essere costruito, e il basso tasso di raccolta differenziata nella provincia di Napoli: pur essendo la citta' della Campania che produce piu' rifiuti, Napoli ha un tasso di raccolta differenziata solo di circa il 20%". La Commissione ricorda che "la direttiva quadro sui rifiuti costituisce uno strumento fondamentale di tutela della salute umana e dell'ambiente contro gli effetti negativi della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti. La direttiva obbliga gli Stati membri ad eliminare i rifiuti senza mettere in pericolo la salute umana e l'ambiente".