Il Cav in simpatia e carsima politico non ha rivali. Lo riconosce anche il premier Enrico Letta che in un breve scambio di battute con i giornalisti ha affermato: "Lo so che sono più palloso di Berlusconi, ma questo è il mio lavoro”. Il premier durante una conferenza stampa e si è concesso una divagazione: “Lo so che Berlusconi era più divertente di me, che racconto cose pallose sulle leggi, le riforme”. Poi Letta ha aggiunto: “Lui vi consentiva di scrivere lunghi articoli perché era più divertente”. Effettivamente il carisma di Letta ha un sapore un pò montiano. Discorsi lunghi, conferenze stampa alle 23:00 e pochi sorrisi. Il Letta ridens ancora non lo conosciamo. A palazzo Chigi da tempo si sente la mancanza delle battute e delle barzellette del Cav. Dal novembre 2011, dal momento in cui il Loden ha fatto l'ingresso a palazzo Chigi, l'austerity è calata anche sul volto del governo. Rigore nelle parole e noia a volontà. Eppure la "pallosità" del premier non è un dato da sottovalutare. Il carisma e la stoccata che arrivano dritte alla pancia di chi ascolta sono un efficace strumento di comunicazione. Letta, scuola Pd si è adeguato ai discorsi fiume tipici dei congressi democartici. Si sbadiglia dalle poltrone in fondo e si dorme in quelle davanti. Quanto l'ex premier provò a fare il simpatico in tv con il cagnolino Empy riuscì nell'impresa di fare annoiare anche il suo amico a 4 zampe. E chi nel Pd prova ad emergere per simpatia con tempi scenici a deguati e chiarezza espressiva, come ad esempio Matteo Renzi, viene messo da parte, manco fosse un eretico. Letta sta studiando probabilmente le famose metafore di Bersani. Quelle che alla fine lo hanno fatto perdere. Il premier farebbe bene a dare una "smacchiatina" alla sua austerità verbale. Il Paese ogni tanto ha bisogno di un sorriso. La crisi si vince anche così. (I.S)




