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Mare Monstrum, tutti i dati del 'mare illegale'

domenica 23 giugno 2013
Mare Monstrum, tutti i dati del 'mare illegale'

4' di lettura

Roma, 21 giu. - (Adnkronos) - Pesca di frodo, abusivismo edilizio, violazioni al codice di navigazione e alle norme sulla nautica da diporto, depuratori difettosi, scarichi fognari e inquinamento da idrocarburi: le illegalita' che riguardano il mare e le coste italiani, lo scorso anno, sono cresciute. Un incremento del 2,8% rispetto al 2011 e addirittura del 14,4% rispetto al primo gennaio del 2010. Sono aumentati i reati (13.518, pari a 1,8 illeciti per km di costa), le persone denunciate (16.092) e i sequestri (4.076). Oltre la meta' dei reati si e' consumata nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, nell'ordine Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, seguite dalla Sardegna e dal Lazio. E' questa la situazione del "mare illegale" illustrata da Legambiente nel rapporto annuale Mare Monstrum, presentato oggi a Roma in occasione della partenza della Goletta Verde e della Goletta dei laghi 2013 che monitoreranno anche quest'estate lo stato di salute di mari, coste e laghi italiani. Tra i nemici del mare, c'e' anche la brutta tradizione delle spiagge negate, interi tratti di arenile interdetti ai cittadini perche' di fatto privatizzati dagli stabilimenti balneari (12mila i lidi sulle coste italiane, uno ogni 350 metri di spiaggia) e quella delle spiagge occupate, dove chioschi, ristoranti e solarium rimangono in pianta stabile a dispetto della legge che prevede che a fine stagione debbano essere rimossi. E la proliferazione dei porti turistici, che spuntano come funghi e spesso nascondono speculazioni immobiliari. "L'aumento dei reati rilevati - dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - e' frutto dell'attivita' di contrasto svolta dalle forze dell'ordine e dalle Capitanerie di porto ma, allo stesso tempo, rappresenta un segnale preoccupante della recrudescenza delle attivita' illecite in un periodo di crisi economica. Per questo e' importante non abbassare la guardia rispetto a tutte le forme di illegalita' e di vilipendio del territorio, a cominciare dall'abusivismo edilizio, e a questo proposito sollecitiamo il parlamento a respingere i reiterati tentativi di condono. A parlamento e governo chiediamo un forte impegno nel combattere le costruzioni illegali e la messa a punto di un piano di contrasto che renda gli abbattimenti rapidi ed efficaci".( Nei giorni scorsi, nel comune di Realmonte sulla costa agrigentina sono stati abbattuti l'ecomostro di Scala dei Turchi e i tre scheletri di Lido Rossello, ma l'abusivismo edilizio sulle aree demaniali continua ad attestarsi su valori elevati, anche se in flessione rispetto al 2011: 2.864 illeciti, 4.615 persone denunciate e 1.491 sequestri. Anche quest'anno e' la Sicilia a guidare la classifica delle Regioni (con 476 illeciti, 725 persone denunciate e 286 sequestri), seguita dalla Campania, dove si riscontra, pero', il maggior numero di sequestri. Sale sul "podio" la Sardegna, che scala due posizioni rispetto al 2011, ed e' la regione con il maggior numero di persone denunciate (988). Le altre due regioni a tradizionale presenza mafiosa (Puglia e Calabria) occupano rispettivamente la quarta e la quinta posizione. Resistono gli ecomostri della top five di Mare Monstrum su cui pesa, ignorato da decenni, l'ordine di abbattimento. Sono gli scheletri di Pizzo Sella a Palermo, delle 35 ville nell'area archeologica di capo Colonna a Crotone, dell'albergo sulla scogliera di Alimuri a Vico Equense, del villaggio di Torre Mileto a Lesina in provincia di Foggia. A cui si aggiungono gli otto scheletri che ancora campeggiano sulla collina a Quarto Caldo nel Parco nazionale del Circeo. Resistono anche le mega lottizzazioni abusive sulle coste di Salento, Sicilia e Abruzzo, le migliaia di ville che continuano a sorgere a Ischia, sul litorale Domizio Flegreo, sulla costa cilentana e su quella amalfitana in Campania, i lidi di cemento che colonizzano le coste del Lazio. Senza dimenticare i villaggi turistici della 'ndrangheta che si sono impadroniti del mare calabrese. La pesca di frodo cresce dell'8,6% rispetto al 2011 (con 5.360 infrazioni, 5.521 persone denunciate e 1.074 sequestri) e un'incidenza rispetto al totale generale delle illegalita' del 39,7%. In questa classifica la Sicilia balza al primo posto con 1.045 illeciti, pari al 19,5% del totale nazionale, 1.058 persone denunciate e 161 sequestri. Cresce il numero di reati anche in Puglia (791, pari al 14,8% del totale nazionale) che sale in seconda posizione, registrando contemporaneamente il maggior numero di sequestri, ben 292. Al terzo posto figura la Campania e al quarto la Calabria, confermando anche in questa filiera di illegalita' il "primato" delle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Stabile al quinto posto il Lazio mentre cresce il numero di illeciti accertati in Sardegna, che passa dall'undicesimo al sesto posto, con 320 infrazioni, l'87,1% in piu' rispetto al 2011. Il numero di violazioni al Codice di navigazione e alle norme che regolano la nautica da diporto cresce del 13,9% (2.704 illeciti contestati, 2.913 persone denunciate e 396 sequestri). Il mare italiano continua inoltre a soffrire di maladepurazione nonostante diminuiscano del 3% i reati relativi ai depuratori, gli scarichi fognari e l'inquinamento da idrocarburi: nel 2012 sono stati 2.590, con 3.043 persone denunciate e 1.115 sequestri. Anche nel 2012 e' la Calabria a stare in testa per quanto riguarda i fenomeni d'inquinamento del mare, dalla mala depurazione agli scarichi fognari fino allo sversamento di idrocarburi. In questa regione si concentra un quinto dei reati accertati in tutta Italia dalle forze dell'ordine e dalle Capitanerie di porto, esattamente il 20,9%. Sale al secondo posto la Campania, con 433 infrazioni, circa il 20% in piu' rispetto al 2011, che supera quest'anno la Sardegna. Quarto e quinto posto confermato, invece, per Puglia e Sicilia.