Roma, 20 nov. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Contro la globalizzazione dell'indifferenza" il cinema può fare molto. Sotto questo auspicio apre i battenti la XVII edizione del Tertio Millennio Film Fest organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con i Pontifici Consigli della Cultura e delle Comunicazioni Sociali, il Centro Sperimentale di Cinematografia e il contributo della Direzione Generale per il Cinema del Mibact. La rassegna cinematografica si terrà tra il 3 e l'8 dicembre nei locali del cinema Sala Trevi e del Cinema Farnese Persol di Roma; sotto la direzione artistica di Marina Sanna e con la collaborazione di Gianluca Arnone, il festival intende dare spazio a opere di difficile reperibilità, offrendo al pubblico l'opportunità di recuperare un cinema di qualità troppo spesso trascurato dalle catene di distribuzione. Le attività del festival, inoltre, prevedono anteprime e film restaurati di notevole importanza per il nostro patrimonio cinematografico. Come posto in risalto da Don Ivan Maffeis, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, durante la conferenza di presentazione di Tertio Millennio, tenutasi presso il Pontificio Consiglio della Cultura, il filo conduttore di questa edizione è la metafora del cinema come 'Arca, come scialuppa al cui interno si rifugiano i clandestini del mare, la cui sofferenza è traghettata verso lo sguardo degli spettatori'. L'intervento di monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, si è concentrato su di un concetto di cinema come "prospettiva attraverso cui osservare la società contemporanea e i suoi cambiamenti", chiarendo poi in che modo la comunicazione sia, soprattutto, una "cultura dell'Incontro" che ci conduce, come ha ricordato Papa Francesco, a lottare contro la globalizzazione dell'indifferenza. Nelle parole di monsignor Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, delegato del Pontificio Consiglio della Cultura, "il cinema ci aiuta come poche altre cose a non rinunciare a quelle energie indispensabili alla nostra vita. La visione di questi film deve stimolare riflessioni sui temi della solidarietà per cambiare l'approccio al dramma dei migranti e dei rifugiati, superando nelle comunità la semplice dialettica tra rifiuto e integrazione". (segue)




