Libero logo

Foibe: Nistri, la Toscana seppe integrare i profughi

domenica 17 febbraio 2013
1' di lettura

Firenze, 11 feb. - (Adnkronos) - La seduta solenne del Giorno del Ricordo del Consiglio regionale della Toscana si e' chiusa con l'intervento del giornalista e scrittore Enrico Nistri. Nistri ha compiuto un efficace excursus storico sulle modalita' dell'esodo dei profughi giuliani e sul ruolo che la Toscana ha avuto in quel periodo. Dopo un primo esodo minore avvenuto nel 1943, ha ricordato Nistri, dopo il 10 febbraio 1947 inizio' il grande esodo: 201 mila persone censite, ma molti furono coloro che non vennero registrati, o che addirittura decisero di abbandonare l'Italia e l'Europa alla volta di America o Australia. Molti profughi emigrarono nelle zone vicine, nel Triveneto o a Trieste, molti anche nelle Marche attraversando il mare, altri scelsero per motivi di lavoro le citta' del triangolo industriale. E subito dopo, optarono per la Toscana. "La scelta della Toscana non era dettata da motivi economici - ha detto ancora Nistri - poiche' c'era crisi e poco lavoro, ma per motivi ideali, perche' per molti questa regione rappresentava un mito, anche perche' Firenze e' stata la capitale morale dell'interventismo. I profughi vennero sistemati nelle citta' (a Firenze a Sant'Orsola), nelle colonie marine di Calambrone, Tirrenia, Forte dei Marmi, a Migliarino". (segue)