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Papa: arcivescovo Torino, addolorato ma esempio di umilta' per tutti

domenica 17 febbraio 2013
2' di lettura

Torino, 11 feb. (Adnkronos) - "Un buon esempio per tante persone sia nella chiesa che al di fuori, che una volta che sono arrivati a certe "cattedre", non le lasciano neanche se viene giu' il mondo e invece il fatto che un papa addirittura dica "no, c'e' bisogno di qualcun altro" e' un grande esempio per me e per tutti, in tutti i campi. Speriamo sia seguito". Cosi' monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, sulla decisione di Benedetto XVI di lasciare il suo magistero il prossimo 28 febbraio. Una decisione che "personalmente mi addolora perche' e' lui che mi ha chiamato a essere vescovo di Torino" ma secondo l'arcivescovo si tratta anche di "un grande gesto di umilta', di coraggio e di amore per la Chiesa per dare possibilita', come ha detto, di poter contare su un pastore piu' giovane che quindi sia in grado di affrontare le sfide di questi tempi e del futuro". L'arcivescovo avrebbe dovuto incontrare il pontefice proprio il 28 febbraio: "il suo magistero per me e' come una luce che ha attraversato le tenebre, diciamo cosi', di questo mondo cosi' complesso oggi e restera' come un punto di riferimento. Quello che mi ha sempre sorpreso e' l'amore dei giovani. Sento un grande vuoto - ha aggiunto Nosiglia - ma sono certo che il suo testimone sara' raccolto dal successore, che mi auguro i cardinali scelgano presto perche' la chiesa ha bisogno di reagire a questo momento un po' di sconcerto". Poi invita tutti "a pregare affinche' Benedetto XVI possa continuare a donarci attraverso i suoi scritti, perche' e' un grande teologo, alcune verita' di cui e' stato ed e' custode, e il successore possa con coraggio e la stessa determinazione che lui ha avuto, avviare e portare avanti anche le sue riforme e tutto cio' di cui necessita la Chiesa per rispondere alle esigenze dei tempi".