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Lecce: famiglia boss occupa teatro comunale Gallipoli, due indagati

domenica 17 febbraio 2013
2' di lettura

Lecce, 12 feb. (Adnkronos) - Un ex amministratore ed un ex dirigente del Comune di Gallipoli, in provincia di Lecce, hanno ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari per rifiuto di atti di ufficio. Secondo gli inquirenti, almeno da aprile 2011, pur essendo a piena conoscenza dell'occupazione abusiva da parte della famiglia Padovano, appartenente alla Sacra Corona Unita, del teatro comunale 'Garibaldi' di Gallipoli, non avrebbero attivato le doverose iniziative amministrative volte allo sgombero dell'immobile nonostante il danno erariale che cio' comportava all'amministrazione municipale. Altre sette notifiche sono state consegnate dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Lecce, su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo salentino, nei confronti di altrettanti indagati per una vicenda che coinvolge il Comune di Parabita. I reati ipotizzati sono, a vario titolo, concorso in rifiuto d'atti d'ufficio, abuso d'ufficio e distruzione aggravata di atti veri. I provvedimenti dell'Autorita' Giudiziaria scaturiscono dall'inchiesta nota come 'Galatea', gia' condotta dal Ros a carico del clan Padovano, egemone a Gallipoli e nei paesi limitrofi e organico alla frangia salentina della Sacra Corona Unita. Le indagini riguardavano principalmente i reati di associazione mafiosa e omicidio, ma, nello sviluppo delle investigazioni, sono emersi anche possibili illeciti commessi da pubblici amministratori, pubblici dirigenti ed imprenditori, nella gestione di appalti pubblici e nelle procedure di nomina di pubblici dirigenti. Tra questi, appunto l'ex amministratore e l'ex dirigente del Comune di Gallipoli, che, in concorso tra loro, avrebbero rifiutato un atto del loro ufficio, che, per ragioni di giustizia, avrebbe dovuto essere adottato senza ritardo. La famiglia del boss Padovano aveva occupato una porzione del teatro comunale, dove era stata ricavata un'abitazione, fin dal 1972. Nell'aprile 2012, il commissario prefettizio, messo al corrente della vicenda, ha intrapreso un'iniziativa amministrativa, tutt'ora in corso, per rientrare in possesso dell'immobile. (segue)