Milano, 12 feb. (Adnkronos) - Sconcertati, convinti che siano stati lesi i diritti della difesa e pronti a ricorrere in Cassazione. Luigi Panella e Luca Lauri, legali dell'ex numero due del Sismi Marco Mancini, intervengono dopo la condanna a 9 anni del loro assistito per il sequestro Abu Omar. Una condanna appresa "con sconcerto" dal momento che la responsabilita' di Mancini "non trova alcun riscontro negli atti del procedimento relativi alla sua persona, i quali, oltretutto, per espressa indicazione del Presidente del Consiglio, sono coperti dal segreto di Stato in quanto relativi ad attivita' istituzionali del Sismi (ora Aise) di contrasto al terrorismo di matrice islamica". La sentenza, inoltre, "deriva da un completo travolgimento dei diritti della difesa, posto che non e' stato consentito a Mancini di esporre quanto ritenuto utile alla sua difesa a causa del fatto che la Corte territoriale non ha neppure provveduto all'interpello del Presidente del Consiglio previsto dalla legge per la rimozione del segreto di Stato, ne' in tutto il processo e' mai stato ammesso un solo testimone della difesa, privandola cosi' del diritto costituzionale di difendersi provando". I legali "nel ribadire la correttezza e la liceita' dell'operato del proprio assistito" annunciano che non esiteranno "a proporre ricorso per Cassazione per violazione di legge".



