Roma, 12 feb.(Adnkronos) - Uno spettacolo che racconta "un Paese senza concordia, in cui non c'e' un vero senso della cittadinanza". Una trama che mette in luce una "mancata coesione sociale e culturale nella quale confliggono i due personaggi". E' con queste parole che Mattia Torre ha presentato oggi a Roma, la pie'ce 'Qui e ora', di cui cura la regia, che andra' in scena al teatro Ambra Jovinelli da giovedi' al 3 marzo. A salire sul palco sono Valerio Mastandrea e Valerio Aprea.Gli attori interpretano due motociclisti che, in una strada isolata della periferia romana, vanno a sbattere l'uno contro l'altro. In attesa dei soccorsi che non arrivano mai, cominciano ad interagire. Si rivelano, spiega Torre, "due uomini completamente diversi: uno si sente straordinario mentre l'altro e' una persona ordinaria, come tante. Questi due mondi vanno in collisione", aggiunge il regista. Lo spettacolo, per Torre, si inserisce in un periodo in cui regna un "grande vuoto politico caratterizzato da un deficit di rappresentanza, e da pochi spazi per la cultura.Una fase nella quale, inoltre, manca un'idea di futuro. La commedia diventa, cosi', uno strumento fondamentale per bilanciare un senso di grande e grave inquietudine", sottolinea il regista. Per Torre, i due 'naufraghi' incarnati da Mastandrea e Aprea, lanciano "un grido di disperazione. Il cinismo che emerge nella storia e' la messa in scena di una situazione disperante che vorremmo cambiare". Ad essere rappresentata e' una condizione estrema "molto legata alla realta' in cui viviamo segnata da un senso di isolamento degli individui che mortifica la cittadinanza". Soli, privi di soccorsi, i due uomini danno vita ad un microcosmo chiuso in se stesso che il teatro svela in tutta la sua complessita'.



