(Adnkronos) - I familiari delle indagate effettuavano dei veri e propri pattugliamenti lungo le vie limitrofe all'abitazione per verificare la presenza delle forze dell'ordine mentre lo spaccio veniva effettuato con modalita' predefinite note a tutti i clienti. Gli acquirenti giungevano a bordo della loro autovettura davanti all'abitazione dei Casamonica e dopo essersi accostati sulla strada, suonavano al citofono e attendevano fuori dal portone d'ingresso. Una delle indagate, dopo aver verificato chi aveva suonato al citofono, apriva il portone di accesso al loggiato esterno e si faceva consegnare il denaro che passava a un'altra donna all'interno dell'abitazione; un'altra complice prendeva lo stupefacente, normalmente occultato all'interno degli indumenti intimi, e lo consegnava alla donna alla porta che lo passava poi all'acquirente. Nel corso delle indagini, alcuni clienti, dopo essere stati fermati dai Carabinieri hanno avvisato le donne del clan fornendo loro sia i modelli che le targhe delle auto civetta.



