Roma, 13 feb. - (Adnkronos) - L'innevamento artificiale, che riguarda oltre il 70% dei 4.700 chilometri di piste da sci da discesa, consuma 95 milioni di metri cubi d'acqua e 600 GWh di energia all'anno per una spesa di 136.000 euro per ettaro di pista. Un fenomeno acuito dal cambiamento climatico che sulle Alpi ha visto un aumento delle temperature pari al doppio rispetto alla media globale, con gravi impatti non solo sugli ecosistemi ma anche sull'intero settore turistico, al punto che oggi in 57 delle 666 località sciistiche alpine non si può contare sui 30 centimetri minimi per tre mesi necessari per assicurare la stagione invernale. Alla vigilia della Bit, la Borsa Internazionale del Turismo che si apre domani a Milano, il Wwf lancia le 10 proposte per un turismo alpino sostenibile, dalla gestione delle risorse idriche allo sport. Eccole: gestire l'acqua secondo le Direttive europee in particolare per quanto riguarda l'innevamento artificiale; istituire una banca dati sulle precipitazioni nevose; promuovere linee guida a livello alpino; redigere piani partecipati di sviluppo turistico a livello regionale; rispettare le prescrizioni indicate per le Zone a protezione Speciale per la conservazione della biodiversità; stop a nuovi impianti al di sotto dei 1.300 metri e riconversione dell'esistente; finanziare le iniziative previste dalla Convenzione delle Alpi; favorire iniziative amiche del clima per il risparmio energetico; redigere linee guida per le attività outdoor per diminuire gli impatti sulle aree naturali; valorizzare la presenza di orsi, lupi e linci in chiave turistica. L'associazione lancia così il nuovo capitolo della campagna dedicata all'arco alpino "Alpi da vivere, la risorsa turismo" con le proposte per un nuovo modello di turismo responsabile. Un trend le cui potenzialità sono confermate dai dati dell'Osservatorio italiano del Turismo montano, che vedono in aumento le pratiche sportive 'skipass-free': ciaspole e nordic walking (+22,5% rispetto a un anno fa), o dello sci alpinismo (+12,3%), più gettonati dello snowboard (-12%). "Oggi la sfida del turismo alpino è quella di vivere la montagna in modo sostenibile, riscoprendone la bellezza naturale in una dimensione quattro-stagioni che è anche una formula di adattamento al cambiamento climatico drammaticamente in atto -dichiara Roberto Furlani, responsabile Turismo Wwf Italia- Gli operatori turistici possono diventare 'intermediari' tra le comunità locali, i turisti e le specie minacciate, per favorire la convivenza pacifica tra l'uomo e grandi predatori che troppo spesso sono ancora visti come minacce invece che come straordinarie risorse per il nostro Paese". Fare turismo sostenibile è possibile. Lo dimostrano le esperienze messe in campo e premiate con il Panda d'Oro 2012 del Wwf: il Dolomiti Living, operatore del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, con il progetto "7 giorni da orso", settimana alla scoperta di questo animale, e il progetto di mobilità dolce promosso dalle "Perle Alpine", 27 località montane in 6 Paesi europei, dove l'auto non serve e se "consegni" le chiavi per 4 giorni all'ufficio turismo, ricevi sconti e vantaggi. Alla Bit il Wwf sarà presente all'incontro di domani "La presenza dell'orso sulle montagne lombarde: scenari e prospettive per il turismo", organizzato insieme a Regione Lombardia nell'ambito del progetto europeo Life+ Arctos per valorizzare la presenza dell'orso come "marchio di qualità ambientale" e come richiamo per un turismo responsabile di qualità. Il 15 febbraio parteciperà all'incontro "Alta...qualità" in cui verrà presentato il progetto Wwf e Ecoistituto "Per rifugi con i piedi e con la testa, settimane verdi nei rifugi per ragazze/i" con un focus sull'impronta ecologica dei rifugi alpini.




