Bari, 13 feb. - (Adnkronos) - Quello al movimento politico 'La Puglia prima di tutto' al centro delle accuse della Procura della Repubblica di Bari e della sentenza di condanna a 4 anni di reclusione fu "un finanziamento, non una tangente. Io non ho mai preso un euro. Ho avuto come partito politico un contributo regolare, fatto con un bonifico bancario". Lo ha affermato l'ex ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto condannato dalla seconda sezione del Tribunale penale di Bari a 4 anni di reclusione per illecito finanziamento dei partiti, corruzione e abuso d'ufficio. "Sarei un deficiente -ha continuato- a tenere la tangente, con bonifico bancario alla 'Puglia prima di tutto' e non in una busta o valigetta a me personalmente. E per altro per un importo pari allo 0,25% dell'appalto. Da quello che si legge sarei ancora piu' scemo per la percentuale che prendo di tangente. E la prendo -ha sottolineato Fitto- sulla base di una gara regolare per avere un contributo che viene dichiarato pubblicamente e regolamente con due dichiarazioni congiunte della parte che lo eroga e della parte che lo riceve, iscritto nei bilanci de 'La Puglia prima di tutto', inviato alla Camera dei deputati, approvato da questa e certificato dalla Corte dei conti. Questa e' la tangente di cui stiamo parlando. Mi sono seccato di chi dice che ho preso una tangente". L'ex ministro, condannato per fatti che si riferiscono al periodo tra il 1999 e il 2005 in cui fu presidente della Regione Puglia, ha sottolineato che delle 11 residenze sanitarie assistite assegnate al gruppo Angelucci e che avrebbero costituito la merce di scambio della tangente, "due sono state attivate con la firma del contratto dalla mia giunta e nove dal presidente Vendola". Quest'ultimo subentro' a Fitto proprio in occasione delle elezioni del 2005 nella guida del governo regionale.



