Roma, 13 feb. (Adnkronos)- Proteggere i mari e gli oltre 8000 chilometri di coste dell'Italia da inquinamenti accidentali, da petrolio e idrocarburi, dalle conseguenze pericolose per l'ambiente di naufragi di mercantili o di incidenti marittimi. E' questo l'obiettivo del 'Piano operativo di pronto intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e altre sostanze nocive', approvato con un decreto dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. Il Piano aggiorna dopo 25 anni le procedure di intervento e di emergenza in caso di inquinamenti e contaminazioni. Per consentire un'immediata risposta a possibili sciagure, come quelle che nel passato hanno contaminato le acque italiane e il bacino del Mediterraneo, il piano del ministero dell'Ambiente coordina le attività che devono essere condotte dalle autorità competenti ad intervenire in caso di un incidente marino che può causare inquinamento accidentale (o deliberato). Il piano inoltre stabilisce le procedure necessarie perché la flotta antinquinamento del ministero, proprio nella logica del coordinamento, possa essere impiegata dalle autorità marittime. Nel piano sono indicati anche i diversi fattori di rischio, le tipologie di emergenza e come comportarsi attraverso situazioni operative di prevenzione dell'inquinamento e di recupero e smaltimento delle sostanze inquinanti, a seconda dei tratti di mare e di costa interessati da eventuali inquinamenti. "Siamo intervenuti per disciplinare e aggiornare, dopo 25 anni dal piano precedente, il coordinamento tra gli enti e le strutture interessate e le misure organizzative da adottare a livello centrale e periferico per consentire una direzione efficace delle operazioni di disinquinamento". Così il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, spiega gli obiettivi del decreto sul 'Piano operativo'. Il decreto, spiega ancora Clini, serve anche "per fissare le misure procedurali di supporto economico e finanziario da mettere in atto per sostenere gli interventi; per definire le direttive per l'attuazione degli accordi internazionali da mettere in atto con le autorità dei Paesi confinanti o cointeressati dall'inquinamento in corso; per definire il modo di impiego dei 40 mezzi antinquinamento della flotta del ministero dell'Ambiente".




