Roma, 14 feb. (Adnkronos) - Il Consiglio Italiano per i Rifugiati "esprime profondo dolore e sconcerto per la tragedia che si e' consumata oggi all'aeroporto di Fiumicino di Roma dove un giovane richiedente asilo diciannovenne della Costa D'Avorio si e' dato fuoco pur di evitare l'espulsione. Mentre il ragazzo e' ricoverato in gravi condizioni nell'Ospedale Sant'Eugenio, si chiariscono i contorni della vicenda che vede protagonista una persona che aveva chiesto protezione in Italia e che era poi andata in Olanda: un cosidetto 'caso Dublino', arrivato ieri all'aeroporto di Fiumicino da Amsterdam, cui era stato notificato il rigetto della domanda di protezione internazionale e un espulsione dal territorio". Vogliamo ricordare - spiega il Cir in una nota - che il Regolamento Dublino serve a definire lo Stato competente a esaminare una domanda d'asilo, stabilendo come principio fondamentale che il primo Paese europeo dove la persona e' arrivata e' quello che dovra' poi analizzare la richiesta di protezione. Il regolamento non prende in considerazione in alcun modo ne' la volonta' della persona ne' i suoi legami con i Paesi dell'Unione Europea. "Non si puo' neppure immaginare il carico di disperazione, frustrazione e impotenza che si accumula dentro le persone quando crolla l'ultima speranza di una vita migliore e sicura. Siamo di fronte all'ennesima tragedia provocata dal Regolamento Dublino", dichiara Christopher Hein, direttore del Cir. "Chi ha assistito questo ragazzo in tutto questo tempo? Qualcuno gli ha dato un sostegno legale, delle informazioni accurate sui suoi diritti e dell'assistenza psicologica? Stiamo cercando di ricostruire il percorso del ragazzo", chiede Hein. (segue)



