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Cinema: dal 21 febbraio 'The Summit'. doc che riapre caso su G8 Genova (2)

domenica 17 febbraio 2013
2' di lettura

(Adnkronos/Cinematografo.it) - Giuliani sa tutti i nomi degli agenti coinvolti, li ha seguiti negli anni per scoprire da dove venivano e dove sono finiti: "I gruppi di comando di piazza Alimonda sono un'elite dei carabinieri del reparto Tuscania, gente delle cosiddette Missioni di Pace, che subito dopo e' stata promossa. E questo dovrebbe far pensare. Mortola, capo della Digos, promosso questore viene mandato a Torino da dove mena i No Tav della Val Susa. De Gennaro, capo della polizia a Genova, nel maggio del 2007 era indagato ed e' diventato capo del gabinetto del Viminale. Ora e' sottosegretario alla presidenza del consiglio con il controllo dei servizi segreti". Seduto accanto a lui, sprofondato nella poltrona, un uomo pelle e ossa con una chioma grigia, l'inglese Marc Covel, all'epoca del "massacro messicano" un giornalista di Indymedia. Vittima dei manganelli e degli anfibi impazziti dei poliziotti sul marciapiede fuori dalla scuola Diaz legge i nomi dei suoi aggressori uno per uno. Il suo caso e' stato archiviato una settimana fa. "Ho saputo del progetto del film nel 2008, avevo appena terminato di montare i 41 video esistenti su quella notte che avevo raccolto. Grazie al mio supervideo, che mostra la stessa azione ripresa da punti differenti, sono stati individuati i 27 responsabili. Per la prima volta viene mostrato in questo documentario. Mentre Domenico Procacci e Daniele Vicari (ndr produttore e regista di Diaz - don't clean up this blood) non mi hanno mai chiesto i file e per questo non potevano sapere che Michelangelo Fournier (Claudio Santamaria) invece di essere nella scuola in realta' era fuori a picchiarmi. Ho sottoscritto un accordo verbale con la Fandango per non parlare di questo. Ma l'80% del film di Vicari e' corretto, quello che racconta e' piu' importante della mia vicenda personale". La miglior opera sul G8 per Gigi Malabarba, ex deputato di Prc e membro dell'allora Copaco (la commissione di controllo sui servizi segreti) perche' "viene spiegata bene la dimensione internazionale e il contrasto al movimento antiglobal attraverso una strategia per sconfiggere il movimento e perche' una commissione d'inchiesta si stata osteggiata da tutti i governi".