Roma, 14 feb. - (Adnkronos) - "La Lollobrigida ha mentito su tutta la linea riguardo alle vicende della miniaturizzazione di Piazza San Pietro". E' quanto scrive il giudice Maria Concetta Giannitti nelle motivazioni della sentenza appena depositate, con la quale il Tribunale monocratico di Roma ha assolto "perche' il fatto non sussiste" Lorenzo Zichichi dai reati di truffa e frode in commercio contestati a seguito di varie querele sporte da Gina Lollobrigida. L'attrice nel 2003 aveva denunciato Zichichi, direttore della casa editrice 'Il Cigno GG Edizioni' e figlio del celebre fisico Antonio, attuale assessore alla Cultura della regione Siciliana, accusandolo di aver commercializzato tramite la Swarovski un multiplo riproducente il Colonnato di San Pietro da lei non ultimato e non autorizzato. Il giudice Giannitti, accogliendo le richieste dei difensori di Zichichi, Giovanni Di Benedetto e Giandomenico Caiazza, nel riconoscere l'assoluta infondatezza dei reati, ha sottolineato che "le accuse rivolte all'imputato dalla parte civile interessata Gina Lollobrigida - come puo' desumersi dallo svolgimento del processo - sono state smentite da risultanze documentali e deposizioni testimoniali di tale pregnanza e univocita' da superare ogni isolata emergenza opposta, frutto di mendacio e di artificiosa ricostruzione". Nella sentenza si legge che la Lollobrigida avrebbe incolpato "falsamente Zichichi d'inesistenti raggiri". Il giudice ha altresi' trasmesso gli atti alla Procura, riconoscendo come "doverosa la trasmissione degli atti per falsa testimonianza e calunnia a carico della Lollobrigida, di Maka Malgorzata e Giovanni Gherarducci". La trasmissione degli atti e' stata altresi' effettuata in relazione al reato di corruzione in atti giudiziari nei riguardi della Malgorzata, di Gherarducci, della Lollobrigida e dell'avvocato di quest'ultima Giulia Citani "per la tecnica insidiosa adottata dalla parte civile (Lollobrigida) e dal patrocinatore (Citani) nel fuorviare il corso della giustizia, rimessa in atto presumibilmente corrompendo Maka Malgorzata e Giovanni Gherarducci". "Non ho mai avuto dubbi che la magistratura avrebbe fatto luce su questa assurda vicenda che mi ha perseguitato per nove anni. Sono soddisfatto -dichiara Zichichi- per l'esito del giudizio, ma rammaricato per una storia incredibile, che mi ha fatto scoprire il volto insospettato di una donna che, come tutti, ritenevo un'icona italiana, il cui attacco, sostenuto dalla sua enorme popolarita', e' stato molto duro da affrontare".



